Neil Dreher, operaio americano originario di Denver, lavorava nei cantieri olimpici di Sochi. Lo statunitense non aveva potuto fare a meno di notare quanto fossero numerosi i cani randagi nelle strade della città, eppure si era accorto di quanto fossero dolci gli animali vagabondi. Fisht, la sua nuova cagnolina, era una di questi.

 

Fisht era stata soccorsa da un gruppo di lavoratori dello stadio olimpico insieme ad altri tre cuccioli: portati dal veterinario perché malati gravemente, due dei cuccioli sono morti, mentre Fisht fortunatamente si è ripresa.
Così Neil ha preso la decisione di adottare la cagnolina e portarla a casa sua a Denver.

In attesa dell’adeguata documentazione clinica e del passaporto internazionale, Fisht è ospite di un rifugio per cani per essere vaccinata, ricevere un microchip di riconoscimento e le autorizzazioni per il trasferimento a Denver.

Il soggiorno di una notte nel rifugio costa 500 rubli, escludendo le spese per il mangiare, così il suo nuovo padrone ha lanciato una campagna di raccolta fondi per accumulare il denaro necessario all’acquisto del biglietto aereo per la sua cucciola raggiungendo, in breve tempo, un importo superiore a quanto necessario.

Neil Dreher ha voluto raccontare la storia del salvataggio di Fisht, oltre a quella di centinaia di altri animali, per sensibilizzare l’opinione pubblica. Egli ha aggiunto che i soldi raccolti in eccesso li donerà al canile di Sochi per aiutare gli altri cani bisognosi.
La sua speranza è che, in futuro, molti dei randagi possano essere tratti in salvo da altre persone, ma per ora si limita a raccontare la storia di come il suo cuore sia stato conquistato dalla piccola Fisht.

 

Roberta Ravelli