Il pappagallo è un uccello versatile e vivace, che, grazie alla sua capacità di riprodurre suoni, può essere educato a ripetere parole o intere frasi. Benché tutte le razze di pappagallo abbiano questa “dote”, alcune specie, come i giachi, gli amazzoni, le are e i cacatua, sembrano maggiormente predisposti ad imparare e ripetere parole.

Insegnare a ripetere parole a un pappagallo è un’operazione che richiede una grande dose di pazienza e altrettanta preparazione. Prima di iniziare questa impresa è necessario sapere che insegnare a ripetere parole a un pappagallo giovane è assai più facile rispetto ad un pappagallo ormai anziano. Per questo motivo è consigliabile iniziare il pappagallo alla fase di apprendimento entro il primo anno di età, in modo graduale e mai precipitosamente. Per far sì che il percorso sia efficace, il pappagallo dovrà dapprima ambientarsi alla casa, imparare a conoscere il suo padrone e adattare il suo apparato uditivo ai suoni dell’ambiente in cui è inserito. Mettere il trespolo o la voliera del pappagallo in una stanza della casa frequentata facilita la fase di ambientazione dell’uccello e sviluppa le sue capacità di adattamento, fondamentali per l’apprendimento di parole.

Se il pappagallo dovrà imparare a conoscere l’ambiente in cui è inserito, anche il suo proprietario dovrà imparare ben presto a conoscere la personalità del suo volatile e in base a questa capire quando è il momento di iniziare il processo di insegnamento delle parole. Al principio si dovrà iniziare con parole semplici come il nome del pappagallo oppure “ciao”, “salve” e si dovranno ripetere le parole per non più di 15 minuti, due volte al giorno. Il padrone dovrà avere un tono di voce fermo e vivace, trasmettendo così all’uccello entusiasmo e positività. Il pappagallo è molto sensibile agli stimoli uditivi e alle espressioni del volto umano, per questo motivo non è mai consigliabile alzare la voce, fare smorfie o spazientirsi in presenza dell’animale. Le prime lezioni sono fondamentali, il padrone dovrà trasmettere fiducia al pappagallo ed evitare di perdere il suo rispetto con urli o un tono di voce sgraziato. Una lezione di 15 minuti è l’ideale per non stressare l’animale e per farlo abituare alla ripetizione delle parole. Il padrone dovrà ripeterle con una pausa di quattro, cinque secondi e non aspettarsi che il pappagallo le ripeta a sua volta. La pazienza in questa fase sarà determinante e contraddistinguerà l’educatore caparbio e di successo, dall’educatore nervoso e incapace.

Ovviamente è necessario che l’educatore al linguaggio sia sempre la stessa persona, il pappagallo possiede infatti una sorprendente capacità di riconoscimento delle voci e dei suoni. Solo quando il volatile dimostrerà capacità di ripetere suoni complessi si potrà passare alla ripetizione di brevi frasi, premiando i risultati dell’animale con una foglia di insalata fresca o con una prelibatissima nocciolina!