Anche conosciuto con il nome di “pappagallo dal collare“, per un anello di piume rosa che i maschi di questa specie hanno intorno al collo, il pappagallino indiano è un piccolo volatile che vive benissimo con l’essere umano e che, grazie alla notevole intelligenza di cui è dotato, può essere facilmente addestrato, persino a parlare. L’educazione di questo uccellino richiede molta dedizione, con costanza giornaliera sia per l’insegnamento di cose nuove sia per mantenere l’animale in allenamento affinchè non dimentichi quelle già apprese. Il suo addestramento non consiste solo nel fargli imparare giochi divertenti (suonare una campana, prendere degli oggetti, pizzicare una chitarra o pronunciare parole), ma nella sua vera e propria educazione. Si tratta, infatti, di uccellini molto sensibili e volubili, spesso gelosi di alcuni membri della famiglia o di altri animali, e che possono diventare dispettosi e rumorosi se non non si insegnano loro, per così dire, le buone maniere.

Per ottenere buoni risultati è necessario non interrompere mai il contatto con l’uccellino, anche quando questo ha comportamenti aggressivi, evitando di sgridarlo e mantenendo sempre un tono di voce calmo. E’ consigliabile tenere in mano dei semi, prima per convincerlo a lasciare la gabbia ed a fidarsi dell’amico umano e poi durante l’addestramento, come premio quando eseguirà un’azione comandata. Sarà necessaria pazienza, per esempio, per convincerlo a saltare su un’asticella, invitandolo con del cibo, e provare più volte, sempre premiandolo e senza mai scoraggiarsi, perchè i pappagallini indiani sono molto intelligenti e non ci metteranno molto ad imparare.

Sarà sempre fondamentale acquistare la sua fiducia ed ottenere la possibilità di un contatto fisico: prima l’animale accetterà di farsi toccare, più rapidi saranno i progressi nell’insegnamento, specie delle cose più complicate da eseguire, come pronunciare parole. Per ottenere questo sono necessari almeno quindici minuti di esercizio al giorno, prendendo il pappagallino (una sola persona, per non creare confusione o conflitti nella sua scelta dell’insegnante umano), ed iniziando con suoni musicali e parole semplici, ripetute molte volte in tono dolce ed in ambiente tranquillo.