Tra le malattie che colpiscono i criceti, le più comuni sono le infezioni di tipo intestinale e le enteriti. Esse sono causate da batteri che provocano una diarrea acquosa.
Errori alimentari, scarsa igiene, sovraffollamento e stress sono fattori che favoriscono la comparsa di tali infezioni, che nei casi più gravi possono tramutarsi e complicarsi in peritonite o prolasso rettale. Il trattamento presuppone l’utilizzo di antibiotici e re-idratazione sotto pelle. Altrettanto diffusi sono i parassiti intestinali, prima tra tutti la tenia Hymenolepis nana: tale infestazione può provocare ostruzione intestinale o costipazione, ed è importante prestarvi molta attenzione, perché può essere trasmessa anche all’uomo. Occorre mettere in evidenza, poi, che problemi di salute nei criceti possono derivare – paradossalmente da antibiotici verso cui gli animali risultano particolarmente sensibili. Cefalosporine, penicilline, lincomicina e clindamicina possono provocare addirittura reazioni mortali.
Nel novero delle malattie dei criceti non si possono dimenticare le patologie delle tasche guanciali, quali costipazione e prolasso: nel primo caso il contenuto delle tasche guanciali aderisce a esse ristagnando e provocando putrefazione. In questo caso il criceto deve essere fatto visitare da un veterinario, che svuoterà le tasche con acqua tiepida o pinzette. Il prolasso, invece, si verifica quando la tasca guanciale viene completamente rovesciata a causa della rottura del legamento che la mantiene nella sua posizione. Dopo essere prolassata, la tasca sembra una piccola massa di carne che compare fuori dalla bocca, e che con il passare dei giorni subisce ulcerazioni e necrosi. I motivi dell’insorgenza di tale patologia non sono noti: secondo alcuni si tratta di un problema di natura comportamentale, determinata dal fatto che l’animale immagazzina troppo cibo.
Da non sottovalutare, poi, nella cura delle malattie che colpiscono i criceti, sono gli ascessi (che nella maggior parte dei casi si sviluppano dopo aver inserito oggetti taglienti o appuntiti nelle tasche guanciali, che così vengono lesionate) e soprattutto le malattie cutanee. Ci riferiamo in particolar modo alla demodicosi, una patologia di origine parassitaria provocata da un acaro appartenente al genere Demodex. Tale parassita, dalle dimensioni microscopiche, si moltiplica in maniera eccessiva nella pelle del criceto, invadendola e portandola alla malattia. Alopecia, formazione di croste, arrossamento e perdita di pelo sono i sintomi di questo disturbo, curato dal veterinario solo in alcuni casi. Nella maggior parte delle situazioni in cui la demodicosi si presenta, infatti, essa rappresenta solo l’aspetto esteriore di una malattia meno evidente, ma decisamente più grave, solitamente un tumore.