Contrariamente a quanto si pensa, la puzzola non deve essere bistrattata per il caratteristico odore che emana per difesa, perché se destinata all’addomesticamento, le ghiandole odorifere vengono rimosse. Questi piccoli animaletti bicolore dall’aria buffa e simpatica, con la giusta educazione, possono dare tanto amore.

 

La prima regola da seguire nell’addestramento di questo animale è sicuramente quella di farlo sentire un membro della famiglia, con un atteggiamento di positività e di coccole durante il processo di formazione. Stabilire un sentimento di vicinanza con il proprio pet serve anche a incoraggiarlo ad assumere un buon comportamento. Giocando con il proprio cucciolo di puzzola è possibile, inoltre, educarlo ai comportamenti accettabili o meno come, ad esempio, per la masticazione. Rosicchiare e mordicchiare le mani del padrone o gli oggetti sono atteggiamenti che devono subito essere vietati e che la puzzola deve eliminare, in quanto con la crescita la sua dentatura diventa forte e potente.

Altro fattore importante da valutare è la posizione della lettiera, che deve essere in un punto facilmente accessibile dal pet. All’inizio dell’addestramento è consigliabile limitare l’area di mobilità della puzzola, posizionando la lettiera nella “sua stanza”, in questo modo capirà dove deve espletare i suoi bisogni. Una volta che il cucciolo avrà imparato a considerare quest’ultima come il suo spazio personale, allora sarà possibile espandere l’area di movimento.

 

Più giovane è la puzzola, più sarà facile gestirla. Questo elemento è particolarmente importante per quanto riguarda la pulizia e la toelettatura: compiti come il bagno o il taglio delle unghie possono risultare molto impegnativi all’inizio; quando la puzzola si abituerà alla routine, queste attività saranno senz’altro meno difficoltose da affrontare.

 

Un ultimo consiglio: tenere sempre a portata di mano un premio. Ricevere una gratificazione per ogni comportamento corretto sarà un incentivo per la condotta futura dell’animale. Durante il periodo di allenamento, abituarsi l’uno alla presenza dell’altro può sembrare problematico: “pazienza” rimane perciò la parola chiave.