Il letargo è un momento particolare e delicato per le tartarughe, e se non si pone ad esso attenzione, si rischia di far morire l’animale. Di natura, questo stato di riposo provoca un periodo abbastanza lungo (più o meno da ottobre/novembre fino a marzo) di sonnolenza, mancanza di appetito e di qualsiasi attività fisica: ne consegue un calo del metabolismo, consentendo un risparmio di calore e di energie necessari a far sopravvivere la tartaruga. Purtroppo però questo significa che anche che le difese immunitarie riducono le loro attività dentro l’organismo, e si può sviluppare facilmente qualsiasi malattia. Per questa ragione è importante non far andare in letargo animali feriti o con malattie in corso: la cura approfondita verso l’animale è fondamentale per riuscire a farla andare in letargo, per far fronte alle richieste naturali della tartaruga, ma non è obbligatorio (è stato dimostrato che non è necessario per il suo benessere).

Bisogna ricordare che non tutte le tartarughe vanno in letargo, poiché questo stato di ibernazione dipende dalla specie e dal clima in cui sono tenute, non solo dalla natura. E’ necessario portare da un veterinario erpetologo l’animale per una visita preliminare circa un mese prima dell’inizio del letargo (grossomodo a settembre) per dare anche il tempo all’animale di svuotare lo stomaco: non vanno infatti ibernate mentre stanno ancora digerendo. Prima dell’ibernazione è sempre bene chiedere al proprio veterinario le precauzioni da prendere per la sua preparazione, durante il letargo ed il risveglio, così come le tempertature ideali per le varie operazioni; pertanto bisogna tenere un termometro nell’ambiente della tartaruga, onde evitare sbalzi che potrebbero essere fatali.

A volte le tartarughe si muovono più lentamente del solito e dormono davvero molto, ma ciò non significa che siano ibernate: è quello che si chiama “falso letargo“. In questo caso bisogna evitare che si ibernino in stato di veglia tenendo la temperatura dell’ambiente dell’animale correttamente e con una quantità di luce tale da sembrare estate. Le condizioni estive (che non raggiungeranno mai temperature come quelle che percepiscono gli uomini) sono indispensabili per i rettili, poiché non sono in grado di riscaldarsi da soli: sarà quindi premura del padrone prendersene cura.