La tartaruga mediterranea, appartenente alla famiglia dei rettili, ha abitudini alimentari e “sociali” molto semplici: tutte queste testuggini, infatti, sono vegetariane e solitamente trascorrono la loro vita, che dura mediamente 60 anni, in quasi totale solitudine.

Una delle caratteristiche peculiari di questo animale è non avere denti, ma ciononostante il suo apparato preposto alla masticazione è in grado di triturare gran parte di tutto quello che ingerisce.

 

Le tartarughe più comuni, o comunque quelle che maggiormente sono diffuse in Italia, appartengono a tre specie: la tartaruga greca (Testudo graeca Linnaeus), la tartaruga di terra o tartaruga di Hermann (Testudo hermanni – Gmelin), e la tartaruga marginata (Testudo marginata – Schoepff), comunemente chiamata tartaruga sarda.

La tartaruga greca, forse la più diffusa nel nostro Paese, ingloba diverse sottospecie; sono tantissime le Testudo graeca ibera, che hanno dimensioni minori rispetto alle altre due specie: questa testuggine infatti può arrivare ad avere una lunghezza di  circa 25 cm, inferiore ai 30 cm della tartaruga di Hermann, e ai 35 cm della marginata, che risulta essere invece quella con le dimensioni maggiori (anche per peso, mediamente 6 kg).

 

Tutti gli esemplari delle citate specie di tartarughe sono erbivore, ma possono mangiare di tutto: larve, lumache, sino anche a nutrirsi in casi eccezionali di escrementi e carogne. Il loro cibo preferito è la frutta, preferibilmente molto matura come banane, mele, arance, e grandi quantità di verdure e fiori.

 

La loro vita è decisamente tranquilla; solo nel periodo dell’accoppiamento, che avviene esclusivamente tra tartarughe della stessa specie, si può notare un aumento della loro vitalità. Durante il periodo riproduttivo, il maschio diventa più intraprendente: una volta scelta la sua compagna, si avvicina con discrezione per poi unirsi con lei più volte. Non è raro trovare una coppia di tartarughe nella quale il maschio teneramente abbraccia la sua compagna con le sue zampe.

Le femmine, dopo l’accoppiamento, depositano le uova, che nascondono in buche da loro stesse scavate per proteggerle dai rapaci.

L’incubazione e la schiusa delle uova avviene, grazie al calore del sole, dopo circa 57/60 giorni dal deposito.