Ebbene sì, le tartarughe italiane di terra, quali Testudo graeca, Testudo hermanni e Testudo marginata, possono vivere fino a 100 anni se protette in cattività, lontane, quindi, dal pericolo dei predatori o dalla possibilità di incidenti.

In natura le stesse creature possono sopravvivere per circa 30-40 anni: si tratta di una riduzione notevole della loro vita media causata dall’alta probabilità di rischio di incappare in episodi spiacevoli e di cadere preda di animali selvatici. Ciò che garantisce loro lunga vita è il controllo dell’alimentazione e la vigilanza dell’ambiente in cui vivono, è perciò consigliato documentarsi e prepararsi ad accogliere gli amici pets per assicurare loro una vita di qualità. Disporre quindi nelle “ultime volontà” a chi lasciare la propria tartaruga, che potrebbe senza sorpresa sopravvivere al padrone, o addirittura doppiarne la generazione.

 

Le tartarughe d’acqua dolce, invece, hanno un’aspettativa di vita media ridotta rispetto alle amiche di terra; ciò è solitamente imputabile ad un’errata cura dell’acquario in cui vivono ed alla scorretta alimentazione loro dispensata. Questi piccoli animali, infatti, se allevati in cattività, possono raggiungere i 40 anni di vita, ma in natura difficilmente superano i 20 anni. Le tartarughe acquatiche, inoltre, sono più predisposte a contrarre patologie che incidono sulla loro prospettiva di vita: principalmente la ipervitaminosi A e la polmonite, ma anche la malattia ossea metabolica compromettono la durata della loro esistenza.