Con l’arrivo della primavera e delle prime vere e proprie giornate di sole, le tartarughe che vivono all’esterno escono dal letargo. Il momento è molto delicato per loro, poiché dopo mesi passati sotto la protezione del calore della terra, hanno la necessità di recuperare la loro quotidianità.
Come aiutarle ad affrontare l’uscita dal letargo?

 

tartarughe letargo
In primavera le tartarughe escono dal letargo. Un momento delicato.

Durante il loro lentissimo risveglio, bisogna avere pazienza e non disturbarle assolutamente fino a quando non saranno completamente sveglie ed attive.

In condizioni normali le tartarughe escono dal letargo quando le temperature esterne superano i 10 gradi: il metabolismo dell’animale si riattiverà lentamente. Le tartarughe avranno bisogno di tornare al sole, il cui calore è indispensabile affinché l’organismo possa riattivarsi completamente.
Le tartarughe necessitano anche di reintegrare i liquidi persi e di eliminare le tossine accumulate durante i mesi invernali.
Non appena si avvista la propria tartaruga aggirasi in giardino, un bel bagnetto caldo non le farà altro che piacere: occorre immergere la tartaruga in un contenitore basso (per esempio un sottovaso) con acqua tiepida e lasciare che con molta calma si reidrati ed elimini le tossine con l’urina.

 

tartarughe escono da letargo
Importante monitorare l’alimentazione post letargo, ma senza allarmismi

C’è il rischio di“anoressia post-letargo”: può succedere cioè che nei giorni successivi all’uscita dal letargo, la tartaruga sia inappetente. Si tratta di un processo del tutto fisiologico, dalla durata di circa una settimana. L’animale riprenderà poi a consumare tipiche erbe di campo come tarassaco, piantaggine e lo squisito trifoglio.
Non è quindi necessario forzare le tartarughe per farle mangiare. Per un’alimentazione equilibrata basta fornirle tutte le erbe di cui ha bisogno: sarà la tartaruga stessa a decidere quando ed in che quantità consumare i pasti, recuperando fisiologicamente nutrienti ed energia.
Ovviamente se l’inappetenza dovesse persistere dopo una settimana di post letargo, si consiglia di portarla dal veterinario.

 

 

Ilaria Giovani