La tartaruga è una delle vere passioni per gli italiani amanti dei pets. Come prendersi cura dell’amica durante il letargo?

 

La tartaruga di terra non richiede speciali attenzioni: tuttavia, oltre a nutrirla e a offrirle un habitat salutare e privo di pericoli, è importante seguire ed assecondare i suoi ritmi vitali. Uno su tutti, il letargo. Come va affrontato questo periodo?

Quando le temperature si abbassano la maggior parte delle tartarughe cade in letargo; è importante sapere che ciò non accade a tutte le specie, perciò occorre informarsi preventivamente presso il proprio veterinario. Una volta compreso che la propria tartaruga vivrà questo periodo di riposo, come prima cosa è necessario sincerarsi delle sue condizioni di salute: una tartaruga malata o ferita, infatti, prima di andare in letargo deve essere curata, poiché l’infermità potrebbe degenerare fino a causarne la morte mentre si trova nello stato di torpore. Maggiore attenzione va riservata alle tartarughe più piccole, che non devono assolutamente subire shock termici o bruschi cambi di ambiente.

Se la tartaruga vive all’esterno, ad esempio in giardino, si può lasciare che trascorra all’aria aperta il letargo, all’interno però di una nicchia che costruirà da sé in un luogo riparato. Non dare troppo cibo alle tartarughe prima del letargo, poiché la lunga digestione potrebbe rappresentarne un ostacolo.

 

Se la tartaruga vive in casa, non lasciarla in una zona troppo calda (le temperature alte la sveglierebbero), né troppo umida o esposta al vento. Anche una testuggine in letargo presenta delle specifiche esigenze: porre sempre vicino all’animale una ciotola con dell’acqua, avendo cura di controllare di tanto in tanto che vi siano tracce di pipì. L’urina è la testimonianza della regolarità delle funzioni vitali; l’assenza di tracce significa che la bestiola sta soffrendo di disidratazione, ed occorre svegliarla per risolvere questo problema.