Il pesce rosso, il cui nome scientifico è Carassius auratus auratus, fa parte della famiglia dei Ciprinidi, e proviene dall’Asia Orientale. I fiumi e i laghi costituiscono il suo habitat ideale, ed in natura se ne trovano numerose varietà.

Chi decide di accogliere in casa dei pesci rossi dovrebbero riporli in un acquario, tenendo conto del fatto che ogni esemplare richiede all’incirca 40 litri d’acqua.

Un punto importantissimo è quello della temperatura dell’acqua, che dovrà attestarsi sempre sugli stessi valori per evitare pericolosi sbalzi.

Altro elemento a cui porre molta attenzione è il filtro dell’acquario, che dovrà essere dotato di alta funzionalità, in quanto i pesci rossi producono davvero molti escrementi e dovrà essere pertanto “rodato” prima che i pesciolini siano immersi nella vasca. La vaschetta dovrà per questa ragione restare vuota e funzionante per circa un mese, alla fine del quale, se non emergono criticità, i pesci potranno essere collocati all’interno della vasca.

 

Importante anche mantenere costanza nella pulizia e nel cambio dell’acqua. L’acqua di una vasca di grandi dimensioni andrà sostituita due volte al mese e il contenitore andrà pulito con una spugna, senza spostare il pesce, che risentirebbe di un trasferimento improvviso.

 

I pesci rossi si riproducono ogni due anni. Sulle pinne e sulle branchie degli esemplari maschi si generano dei puntini bianchi, chiamati tubercoli iniziali. I maschi eccitano le femmine colpendole sul ventre per stimolare la deposizione delle uova che avviene sulle foglie più belle e rigogliose dell’acquario. Avvenuto ciò, il maschio le feconda. I pesci rossi tendono a mangiare le uova fecondate, quindi le foglie che le ospitano andranno spostate, prestando molta attenzione a non toccare le uova stesse.