Le patologie che colpiscono i pesci negli acquari domestici hanno cause di varia natura ed è possibile prevenirle seguendo con costanza quotidiana alcuni piccoli accorgimenti.

 

Circa il 95% delle problematiche di cui soffrono i pesci che popolano le vasche di casa derivano da un forte stress, provocato da situazioni diverse.
Questo aspetto influisce in maniera molto negativa sull’attività immuno-depressoria degli animali dell’acquario che, facendo calare in modo drammatico la produzione di ormoni, determina l’abbassamento degli anticorpi e dei linfociti in circolo nel loro sangue. I pesci stressati, essendo meno protetti da una barriera fisiologica naturale, sono più fragili e maggiormente esposti ad infezioni e malattie di ogni tipo.

 

Per innalzare i livelli di guardia del loro sistema immunitario è buona norma innanzitutto non innervosirli, ad esempio osservandoli con continuità ad una distanza ravvicinata e toccando il vetro con le mani. Le decorazioni del loro habitat artificiale dovranno ricreare un ambiente molto naturale, che rispetti al meglio le loro esigenze. Decisamente meglio non adoperare quindi piante in materiale plastico e rocce artificiali.

Costruire molti rifugi tra gli elementi di arredo, all’interno dei quali i pesciolini possano nascondersi ogni qualvolta ne sentano il bisogno.

Un’illuminazione troppo forte o un’alimentazione sbagliata possono costituire delle grandi fonti di stress.
Talvolta il malessere di questi animali è imputabile ad una temperatura troppo elevata o eccessivamente bassa: i pesci potrebbero subire infatti un forte shock termico con inevitabile decesso (con il caratteristico aspetto a “bocca spalancata”). Prestare particolare attenzione soprattutto per alcune specie, come ad esempio la Botia o lo Gnatonemeus, molto delicate e più soggette a traumi termici ed emotivi.