Al giorno d’oggi non sono rari i casi di separazione tra coniugi nel cui nucleo familiare siano presenti anche dei figli e degli animali domestici. E’ invece nuovo il provvedimento preso da un giudice di Milano per quanto riguarda l’affidamento dell’animale domestico in queste circostanze.

Il 13 Marzo 2013 il giudice Giuseppe Buffone si è pronunciato, durante una sentenza di separazione tra coniugi, sull’affidamento dell’animale domestico in relazione a quella degli eventuali figli ad uno dei coniugi interessati dalla vicenda.
Ha specificato che l’interesse primario, in queste circostanze, è quello di preservare la felicità e gli affetti dei minori e tra questi vi sono spesso quelli legati ad un animale domestico.
Il risultato di tale discorso è stato l’affidamento di un gatto, che apparteneva alla famiglia, al coniuge a cui è stato affidato anche il minore, proprio con lo scopo di mantenere più possibile la stabilità degli affetti di quest’ultimo.
Già nel 2011 lo stesso giudice aveva pronunciato una sentenza simile, segno di notevole sensibilità da parte sua.
Il mantenimento dell’animale domestico in questione deve essere a carico del coniuge affidatario, per ciò che concerne la quotidianità e il sostentamento, e a carico di entrambi i coniugi in casi particolari, come la malattia dell’animale.
Nelle situazioni di separazione in cui non siano presenti minori è necessario comprendere quale sia il grado affettivo che lega l’animale a ciascuno dei due componenti della famiglia, così da poterlo affidare a colui con cui ha un rapporto migliore.
Ogni animale domestico riconosce un padrone unico a cui fa riferimento e a cui ubbidisce. In questa circostanza è fondamentale capire quale dei due coniugi lo sia, in modo che anche l’animale non subisca danni morali dati dalla separazione.
Esso viene considerato dalla legge un animale senziente, quindi in grado di comprendere i cambiamenti e soprattutto di povare sentimenti e dispiaceri, secondo le informazioni contenute nel Trattato di Lisbona entrato in vigore il 13 Dicembre 2007.
Nonostante si debba fare ancora tanto per la protezione e la salvaguardia dell’integrità fisica e morale degli animali che vivono in ambiente domestico, negli ultimi anni si è osservato un incremento dell’attenzione su questo frangente, sia nell’ambito familiare che in quello giuridico.
La speranza è che, prima o poi, anche gli animali, di qualsiasi genere, possano godere degli stessi diritti di protezione di cui gode ora l’uomo.