Abituati a vederli sempre agili, spesso gli appassionati di felini non prendono in considerazione l’ipotesi che i gatti possano soffrire per la presenza all’interno del loro corpo di alcuni parassiti intestinali, che sono più diffusi di quanto comunemente si è portati a pensare.

Innanzi tutto diciamo che il fenomeno della cosiddetta parassitosi intestinale del gatto non va drammatizzato. Esso non provoca problemi insolubili per quanto riguarda lo stato di salute dell’animale, a parte la manifestazione dei classici sintomi legati alla manifestazione di diarrea. Ovviamente è doveroso intervenire con una certa tempestività, una volta rilevata l’esistenza di tale problematica, poiché a lungo andare la situazione potrebbe peggiorare. Bisogna quindi provvedere a portare il nostro amico dal veterinario, che dovrà prescrivere le cure del caso.
E’ utile precisare che bisogna portare con sé un campione delle feci, in modo che il professionista possa risalire, attraverso la loro analisi, al tipo di parassita che ha attaccato l’animale.
A questo punto vediamo quali sono i parassiti più diffusi.
Il parassita più conosciuto è certamente la Tenia, un verme piatto. E’ sufficiente che il gatto ingerisca una pulce con uova del parassita e la formazione successiva del verme è inevitabile. Infatti oltre al classico vermifugo al felino viene data anche la polvere antipulci. La tenia causa dimagrimento, fame eccessiva e diarrea.
Gli Anchilostomi (nome scientifico Uncinaria Stenocephala) sono dei veri e propri vermi di forma tonda che possono vivere all’interno dell’intestino del gatto. Come si contraggono? Esistono due diverse possibilità: quando l’animale lecca delle feci infestate oppure quando le larve delle uova appena aperte riescono a penetrare attraverso le mucose del felino. Queste micidiali larve possono provocare anche la dermatite.
Gli Strongili si collocano nell’arteria polmonare e purtroppo con la loro presenza possono causare lesioni o addirittura noduli e conseguenti polmoniti piuttosto serie. L’infestazione si realizza perché il gatto a volta mangia lumache o piccoli roditori o anche uccelli che riesce a catturare, assecondando un istinto primordiale anche quando è ben nutrito.