Tra gli animali domestici, i gatti sono i più sensibili ai problemi renali tanto che la prima causa della loro morte è dovuta alla malattia renale cronica.

 

I fattori che causano questo tipo di malattia sono svariati: disturbi circolatori, tumori, malattie immunitarie o congenite e sostanze tossiche. Spesso, l’avanzare dell’età, può causare il peggioramento della funzionalità renale fino al punto da rendere depurazione e filtrazione praticamente inesistenti. La malattia a volte non viene presa in tempo e quando i sintomi si fanno evidenti è troppo tardi per intervenire.

Quando il micio appare svogliato, mangia poco, urina e beve più del solito e del normale, allora è probabile che ben il 75% delle unità funzionali renali (tecnicamente si parla di nefroni) sia ormai fuori uso ed il restante 25% si dimostra totalmente incapace di gestire da solo tutto il lavoro che normalmente è deputato al rene.

Per questo motivo, nei gatti, le patologie renali vengono definite “killer invisibili”, in quanto danno avviso di essere in corso solo quando lo stadio è decisamente avanzato. Come i reni, sono particolarmente a rischio anche le basse vie urinarie, vale a dire la vescica e l’uretra.

Tra le malattie che possono comparire in questi tratti si annoverano tumori, calcoli, i tappi uretrali, malattie metaboliche ed ormonali. Non di rado, inoltre, il danno che colpisce le basse vie urinarie si espande arrivando ai reni.

Problemi di questo tipo possono colpire qualsiasi gatto, che sia sterilizzato o meno. Il pericolo aumenta con l’età ed è aggravato da una vita sedentaria che porta l’animale a mettere su più peso. Quello che si può fare è proteggere il sistema urinario e prevenirne il malfunzionamento, insomma agire prima del manifestarsi dei sintomi.

 

Per aumentare il benessere degli amici a quattro zampe sono opportune delle visite di controllo annuali, nell’animale anziano semestrali, per verificare lo stato di salute dei reni. Anche le analisi del sangue e delle urine sono indispensabili considerando che delle avvisaglie sono dati dai valori di creatinina ed urea. Inoltre, è necessario scegliere una buona alimentazione utilizzando anche la PEA (palmitoiletanolamide), un lipide prodotto dai tessuti che li protegge e ripristina l’omeostasi.