Il nostro amico baffuto a quattro zampe sta invecchiando e necessita di una dieta più sana ed equilibrata per la sua salute.

Non possiamo somministrare al nostro amato micione che ha quasi spento le dieci candeline le stesse cose che gli davamo da mangiare quando era una pallina di pelo, un gattino adorabile che ci ha regalato tanti momenti di dolcezza e affetto.

Dobbiamo amarlo ancora di più, proprio perché oggi che lo vediamo grande e grosso, che dorme quasi tutta la giornata, forse meno presente, ma sempre con gli occhioni socchiusi a controllare tutto e pronto con la coda alzata e dritta per il saluto e in gesto amorevole e di rispetto nei nostri confronti, quando gli diamo la pappa.

Il nostro micione non è una scarpa vecchia da buttare, anzi: va amato ancora di più, va coccolato affettuosamente per accompagnarlo nel miglior modo possibile al traguardo della sua vecchiaia, vissuta con serenità e tanto, tantissimo amore.

Certamente, l’alimentazione dipende anche dalla razza a cui appartiene, ad esempio se si tratta di un gatto persiano, quindi a pelo lungo, dovremo somministrargli, almeno una volta alla settimana, una crema al malto, per favorire l’eliminazione dei “boli” ( palle) di pelo nello stomaco, che possono causare occlusioni intestinali. E se il micio fa i capricci e non sopporta il malto? Una volta un veterinario, esperto comportamentalista felino, ci insegnò che il gatto è un essere pulitissimo di per se’ e che non sopporta avere il pelo sporco. Lo strumento per la pulizia non è il sapone, non è la spazzola, non è la spugna ma, come ben si sa, è la lingua, che nel gatto è provvista di tanti piccoli uncini, adatti si a lacerare il cibo, ma anche a portar viva tutta la polvere e lo sporco depositato sul pelo. E allora? Quel veterinario ci insegnò a “sporcare” volontariamente una zampina anteriore del nostro amico con una bella “strisciata” di crema al malto, acquistabile nei negozi di animali oppure anche in farmacia. Il gatto, vedendosi “sporcato” da quella misteriosa pasta, inizierà a leccarla tutta per ripulirsi la zampetta e…voilà! Il gioco è.. fatto!

Anche per le crocchette c’è da fare attenzione: bisogna scegliere i tipi “senior”, più delicate e leggere, friabili e se il gatto è un vecchio maschio sterilizzato, vanno scelte assolutamente del tipo “Urinario” ( urinary health ), perché contengono meno sali e calcio, che possono intasare l’uretere. Spesso il gatto anziano può soffrire di calcoli renali, che sono pericolosissimi, in quanto occludono l’uretra e gli fanno trattenere la pipì, che se ritorna in circolo, uccide rapidamente l’animale in poche ore.
Se al gatto non piacciono le crocchette “urinarie”, è consentito mischiarle con le altre, in modo da alleggerirne il sapore e far si che il pasto risulti ugualmente gradevole e appetitoso. Ad ogni buon conto, sarebbe meglio un’alimentazione mista per il gatto anziano: un po’ di riso bollito con qualche verdura, pesce lesso, carne macinata e scottata, da alternare alle tradizionali e più pratiche crocchette. Inoltre il gatto anziano tende, per sua natura e per sedentarietà, ad ingrassare, pertanto è meglio diminuire le dosi dei condimenti freschi somministrati. Un aspetto da non trascurare sono i denti. Nel gatto anziano spesso cadono, pertanto, come nelle persone attempate, è necessario fornire cibi molli, facilmente leccabili o ingoiabili. A volte non è possibile continuare a somministrare le crocchette. Resta sempre l’espediente estremo degli omogeneizzati per bambini, qualora il gatto anziano fosse completamente.. sdentato, ma l’elevato costo non li rende proprio raccomandabili. Una strisciolina di grasso di prosciutto ogni tanto, qualche spaghetto condito col tonno, possono essere alternati alle crocchette, per rendere l’alimentazione del gatto anziano più varia e gustosa dal momento che con l’età, purtroppo tende a perdere l’olfatto. Assolutamente non vanno mai somministrati cibi avanzati o rimasugli, che potrebbero causare danni irreparabili nel sistema digestivo già delicato di per se’ del gatto, figuriamoci se anche anziano. Resta valido di chiedere consigli al proprio veterinario di fiducia, se fosse necessario somministrare vitamine specifiche al vostro gatto, a seconda delle patologie o dei disturbi da cui è affetto, con l’anzianità, ad esempio artrite oppure perdita del pelo. Alle regole generali, corrispondono anche le regole specifiche, che variano da gatto a gatto e i migliori consigli può darli solo il medico veterinario.