Le origini del gatto Savannah sono da ricercare tra i suoi antenati: il Serval ed il gatto domestico.

Si tratta infatti di un ibrido tra queste due specie, anche se la razza ha subito un’evoluzione piuttosto recente: il primo esemplare venne selezionato dall’incrocio tra un Serval e un Siamese soltanto nel 1986, ad opera di  Judee Frank, mentre lo standard dell’animale venne registrato ufficialmente da TICA (l’International Cat Association) nel 2001.

Per le sue particolari caratteristiche, il micio è un vero e proprio gatto da “record”,  tanto da essere incluso nel Guinness Book of World Record’s come il felino domestico più lungo del mondo!

L’esemplare Savannah è anche il più raro e costoso gatto del mondo, tanto da arrivare ad un prezzo compreso tra i 6mila ai 12mila euro. Questo a causa della razza relativamente nuova e di non facile allevamento: il maschio è infatti sterile fino alla quinta generazione e non tutti i gattini riescono a sopravvivere dopo la nascita.

Con il suo sguardo affascinante e selvatico, tipico dei predatori, è anche un gatto dal carattere estremamente affettuoso e coccolone, tanto da arrivare a richiedere attenzioni con tenere testatine.

Le sue dimensioni, che superano il metro di lunghezza, ed i suoi quindici chili, obbligano l’allevamento della specie soltanto in ampi spazi con grande libertà di movimento; il micione può infatti fare salti, da fermo, che arrivano  fino a un’altezza di due metri!

 

Dopotutto nelle sue vene scorre sangue Serval, il gattopardo selvatico più imponente del Serenget. Da esso il Savannah ha ereditato il corpo snello e le zampe lunghe, oltre al manto tigrato dal colore marrone-arancio, cosparso di grosse macchie nere. Un’altra caratteristica tipica di questo gatto è la testa: di forma triangolare leggermente più piccola rispetto al corpo, con delle grandi orecchie, larghe alla base e rotonde in punta.

 

Ilaria Giovani