Il diabete mellito purtroppo può colpire anche i gatti, ma la terapia insulinica abbinata ad una dieta ricca di proteine e povera di carboidrati e all’attività fisica, garantiranno al felino una qualità di vita elevata.

 

Questa  malattia endocrina colpisce circa un gatto su 500. Ad essere maggiormente esposti sono i gatti castrati più anziani, con un picco maggiore tra i burmesi, ma può manifestarsi nella sua forma giovanile anche fin dai primi mesi di vita.

La causa, nel diabete di tipo 1, è la produzione insufficiente di insulina da parte del pancreas, nel diabete di tipo 2, invece, l’incapacità delle cellule di rispondere a tale ormone. Questo è infatti fondamentale per l’assunzione del glucosio che, una volta assorbito, entra nel sangue del felino e si trasforma in energia per le cellule: se l’insulina non viene assorbita c’è il rischio che ristagni in dosi elevate nel sangue.

 

Il trattamento veterinario varierà a seconda della diagnosi, ma ecco, nello specifico, 5 cose da sapere:

1. Il diabete di tipo 1 è il più frequente e comprende il 70% di tutti i casi. Il veterinario sottoporrà il gatto alle analisi di sangue e urine e, in presenza di questa tipologia di diabete, prescriverà iniezioni di insulina. E’ importante fare attenzione ai dosaggi.

2. Nel diabete di tipo 2, il veterinario prescriverà al vostro micio dei farmaci ipoglicemizzanti da assumere per via orale.

3. Per entrambe le tipologie di diabete, sarà essenziale che il vostro gatto segua una dieta povera di carboidrati, che sono ricchi di amidi dai quali l’organismo ricava il glucosio, sostituendola con una dieta basata sulle proteine.

4. Altro aspetto essenziale è l’esercizio fisico: bisogna stimolare il micio a giocare, anche perché l’obesità è uno dei fattori che sono alla base dell’insorgenza del diabete.

5. I sintomi: è importante saper riconoscere il prima possibile il diabete. Bisogna dunque fare attenzione alle abitudini del vostro gatto. Se urina e beve più del solito, se ha sempre fame e se, nonostante mangi di più, ha perso peso, non esitate: contattate il vostro veterinario per una visita.