Anche il gatto, proprio come l’essere umano, può soffrire di forme più o meno gravi di depressione, causate da momenti particolarmente difficili o tristi che deve affrontare.

Due dei sintomi più evidenti di questo disturbo sono l’apatia e l’inappetenza: se il gatto, solitamente vivace e giocherellone, improvvisamente appare spento e completamente disinteressato al cibo, allora potrebbe vivere in uno stato di depressione.

Per comprendere il malessere del felino bisogna prendere in considerazione anche le ore di sonno: generalmente i gatti dormono per gran parte della giornata, ma non eccessivamente. Se, invece, l’animale dovesse avere la tendenza a riposare più del dovuto, allora potrebbe essere un sintomo di malattia o depressione.

 

Le cause più comuni di questa patologia sono il lutto (l’animale viveva con un altro pet che adesso non c’è più), il trasloco, un nuovo arrivo in casa (può trattarsi di un nuovo cucciolo o di un bambino), il temporaneo affidamento dell’animale ad altre persone (in un gattile o a parenti, magari durante il periodo estivo); a volte, persino gli stessi proprietari dell’animale possono costituire un “peso” per il pet, se si comportano in maniera esageratamente ansiosa o adottando uno stile di vita innaturale e inadatto per il loro amico felino.

 

Una volta consultato un veterinario ed accertato che il gatto è depresso, quali sono, allora, le soluzioni più corrette per affrontare il problema?

La cosa più importante è stare vicino al proprio animale, farlo sentire amato, coccolandolo e cercando di farlo giocare. Se non ha appetito è opportuno proporgli i suoi piatti preferiti, qualcosa che stuzzichi e risvegli il suo desiderio di mangiare. Si possono scegliere anche cibi tiepidi in modo che l’odore del cibo, diffondendosi per l’aria, stimoli il gatto a nutrirsi.

In conclusione è fondamentale cercare in ogni modo di accendere il suo interesse attraverso mille attenzioni. Se lo merita!

 

 

Alessandra Bottaini