Quando decidiamo di allargare la famiglia ad un piccolo ospite peloso, lo facciamo sempre col cuore pieno di gioia e di entusiasmo, immaginando ore ed ore trascorse tra fusa, gomitoli di lana e tira graffi: ma procuriamo anche di adottare tutti gli accorgimenti necessari per il benessere del nostro gattino, tra gli altri, il corretto uso della lettiera.

Di solito, una volta ambientatosi e misurato l’ambiente in cui si trova, il micio vi si reca istintivamente, senza bisogno di grandi sollecitazioni, ma non è escluso che alle volte vada precisamente indirizzato e invogliato a fare i suoi bisogni nell’apposita vaschetta. E uno degli elementi che ne facilita l’utilizzo, spesso è proprio la scelta della lettiera stessa, la sua qualità, che, se elevata, renderà meno sgradevole per il gattino la pratica dei bisognini giornalieri.
Tante le varietà in commercio, da quelle più economiche, minerali, costituite da scarti di argilla pressata che hanno un forte potere assorbente, e proteggono dai cattivi odori soprattutto se, per esigenze di spazio, teniamo la vaschetta del gatto in casa e non all’aperto. Di solito le lettiere in argilla grezza hanno un forte potere agglomerante, ogni litro di sabbia riesce ad assorbire fino a 3 litri di liquido, sono leggermente e piacevolmente profumate, producono poche polveri dannose e si trovano in commercio ad un prezzo variabile che va dai 6-7 euro fino ai 15 euro per un sacco da 20 litri.
Se poi abbiamo uno spirito eco-friendly possiamo orientarci sulle lettiere biologiche: interamente naturali, facilmente smaltibili, non inquinanti, hanno però un costo più elevato. Grande novità sul mercato sono quelle realizzate con gli scarti dell’orzo: sono prodotte in Italia e non sono solo ecosotenibili, ma anche compostabili, così da poter essere svuotate nel compost, appunto o addirittura nel water senza danni per ambiente e tubature. A differenza di quelle minerali non producono le polveri sottili che, a lungo, possono causare disturbi polmonari al piccolo micio. 5 sacchetti da sei litri hanno un costo di circa 35 euro.
Ma possiamo rimanere nel biologico anche spendendo un po’ meno: in alternativa all’orzo esistono infatti le lettiere realizzate con gli scarti del mais che ha subito un delicato processo di compressione meccanica: analogamente alla precedenti sono in fibre vegetali, non dannose per l’ambiente, nè tantomeno per il micio di casa, e possiamo portarcela a casa spendendo circa 15 euro per una confezione da 20 litri.