Possedere un gatto comporta il sacrificio di dover pulire più frequentemente gli abiti, i divani, le coperte, le tende o i tappeti a causa del pelo che questo animale giornalmente perde (soprattutto nei periodi stagionali della muta). Per rendere questo compito il meno gravoso possibile esistono degli accorgimenti efficaci e facili da adottare: innanzitutto, evitare di utilizzare le solite spazzole adesive per liberare le stoffe dai pilucchi, in quanto non permettono di ottenere un risultato completamente soddisfacente. Sorprendentemente, infatti, i classici guanti di plastica umidi risultano molto più adatti per raggiungere l’effetto desiderato rispetto a qualsiasi altro attrezzo. Per utilizzarli al meglio, prendere anche una ciotola e riempirla con un po’ d’acqua, in modo da poter inumidire i guanti mentre si provvede a passare più volte la mano sulla superficie da pulire (compresi i cappotti di lana). Basta poi aggiungere dell’aceto nell’acqua per disinfettare le superfici dove il gatto è passato o si è seduto.

 

Un’alternativa ai guanti in plastica può essere offerta dalla spugna da cucina che, una volta strofinata sui tessuti, raggruppa solitamente il pelo in gomitoli, poi facilmente rimovibili con le mani. Si può risolvere anche con un comune palloncino da gonfiare per poi strofinare sulla zona dove sono presenti i peli del gatto: la sua staticità li attirerà a sé. Per i peli sparsi in angoli della casa e difficili da raggiungere, invece, optare per una scopa in plastica o per un’aspirapolvere specifica per chi possiede animali domestici.

Per chi comunque ha intenzione di utilizzare una spazzola, sceglierne una in velluto, in velcro o in gomma al posto di quella con rullo adesivo esauribile: se lavate bene dopo ogni passaggio, questi strumenti sono riutilizzabili quasi all’infinito.

di Marianna Pilato