Sul furetto domestico è necessario fare chiarezza. Sono tanti i luoghi comuni che viziano l’immagine di questo simpatico animale ed importanti sono le cure e le attenzioni che bisogna adottare per garantirgli il massimo benessere.
Per queste ragioni abbiamo intervistato Patrizia Puccetti dell’Ufficio Adozioni Centrale dell’Associazione Italiana Furetti Furettomania Onlus.

 

 

Quali sono i più ricorrenti fraintendimenti sul furetto che bisogna specificare?

Uno dei più frequenti riguarda il suo status: il furetto è un animale esclusivamente  domestico, alla stregua del cane e del gatto. Non esiste in natura, è una selezione dalla puzzola europea ad opera addirittura degli egizi; questo malinteso è però grave se si pensa che non di rado, nella convinzione di compiere un gesto sensato, persone li “liberano in natura”, magari nei boschi, andando così a condannarli a morte certa: sono infatti creature molto dipendenti dall’uomo e non sono in grado di sopravvivere a lungo in ambienti non protetti.
Altro fraintedimento classico riguarda l’appartenenza di specie: il furetto è un mustelide, quindi un predatore ed un carnivoro obbligato. Il suo aspetto lo rende però piuttosto somigliante ai roditori cui viene sovente accomunato; questo può causare seri errori di gestione, in quanto l’alimentazione tra le due specie è profondamente diversa: per dirla tutta, i roditori sarebbero pasti molto adatti per i mustelidi…
Rasentando poi le leggende metropolitane, c’è persino una diffusa convinzione che il furetto sia una creatura sanguinaria, accomunata alla sua selvatica cugina faina, tipicamente malvista soprattutto in ambiente contadino per le irruzioni nei pollai; si sentono imbarazzanti affermazioni sul suo succhiare il sangue e persino non è inusuale sentir dire che non bisogna fornirgli carne cruda perché questo gli stimolerebbe l’aggressività… Ovviamente ciò è più che infondato: non solo fornire anche carne cruda ai furetti è pratica diffusa e corretta, ma soprattutto non è minimamente correlato ad eventuali problematiche caratteriali che si ottengono invece da un errato allevamento o da una non corretta gestione.

 

 

E un comune errore di gestione del furetto domestico che potete osservare?

Il furetto non è un animale da gabbia, (non che qualcuno lo sia…). Può esservi contenuto per alcune ore al giorno per la sua sicurezza, quando usciamo o durante la notte, in modo da essere sicuri che, incustodito, non trovi il modo di mettersi nei guai, ma molto meglio sarebbe sempre avere un recinto o una stanza a lui dedicata; in ogni caso l’eventuale gabbia deputata dovrà essere spaziosa e arredata di cassettina per i bisogni, cucce, ciotole per cibo e acqua ed eventuali passatempi come i tubi in cui amano infilarsi, in modo da rendergli il tempo trascorso in costrizione gradevole e non eccessivamente deprivante.
Purtroppo le piccole dimensioni del furetto, la sua vocalità minima – il loro verso, il “potpottio” è un leggero borbottare che usano solo quando sono molto eccitati, non hanno quindi forme di protesta “verbale”come per un cane o un gatto possa essere l’abbaiare o il miagolare per voler essere liberati -, la sua attitudine a dormire moltissime ore, nonché l’effettivo impegno necessario per poterlo gestire in spazi liberi, lo hanno invece troppo spesso relegato alla stregua del criceto nella gabbietta: questo errore crea purtroppo spesso due reazioni nell’indole del furetto, alcuni caratteri reagiscono con apatia, intontendosi per la solitudine e l’assenza di stimoli, altri sfogano la repressione con aggressività.

 

Quali sono i principali rischi “casalinghi” per il furetto domestico?

Per prevenire gli incidenti domestici il furetto necessita di una gestione che prevede una serie di accorgimenti, non banali ma non insostenibili con un po’ di buona volontà.
I furetti sono creature estremamente curiose, spavalde e incoscienti e si mettono nei guai molto facilmente. È necessario attrezzare la casa o la parte di essa a cui hanno accesso in modo da prevenire fughe (molto frequenti ed insidiose, in quanto i furetti non sanno ritrovare la strada di casa come cani o gatti e non sono in grado di sopravvivere da soli).
Poi l’attenzione all’uso degli elettrodomestici, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, in cui si possono facilmente intrufolare con evidenti tragiche conseguenze. Discorso analofo per letti e divani.
Ed ancora l’ingestione di corpi estranei… Alcuni amano masticare la gomma e non vanno lasciati in giro oggetti di materiali del genere da cui possono strapparne pezzi, onde scongiurare un occlusione intestinale.
Genericamente si può considerare il furetto come un eterno bimbo di 2 anni, curioso, incontenibile e incosciente, che non può autonomamente badare alla propria incolumità; niente sportelli o cassetti apribili che contengano oggetti pericolosi, soprattutto importantissimo niente finestre o balconi raggiungibili, le cadute sono purtroppo frequenti e drammatiche. Niente sostanze tossiche accessibili.

 

furetto in braccio

Cosa è importante capire nel relazionarsi con un furetto?

Il furetto dorme moltissime ore al giorno, ma ha bisogno di vivere a contatto con la famiglia, di giocarci ed interagirci, e non lo si può tenere isolato e rinchiuso troppo a lungo; è una buffa creatura meravigliosa, trasmette una tenerezza immensa, soprattutto se osservato quando convive con uno o più suoi simili e si possono così ammirare il gioco, le cure, le coccole e l’affettività reciproche nel gruppo. Sempre pronto a dare fiducia ed a ricominciare anche quando è stato molto maltrattato o trascurato fino a renderlo mordace: ne riabilitiamo moltissimi che vengono ceduti proprio per questa ragione alla nostra associazione, e molto spesso risultano poi essere i soggetti più sensibili, che hanno sofferto molto dell’essere ignorati o peggio e dando loro attenzioni diventano più affettuosi e cooperativi di altri! E’ un animale che si lega moltissimo alla famiglia ed è un maestro di vita, una creatura che non si arrende davanti alle difficoltà.

 

 

Quale la principale attenzione veterinaria di cui ha bisogno?

Fondamentale è la scelta del veterinario specializzato che tratti abitualmente i furetti, i quali sono soggetti a molte patologie complesse, difficilmente gestibili da un professionista che non abbia una profonda ed aggiornata conoscenza di questo mustelide. Ci sono poi delle peculiarità insidiose che vanno affrontate con la massima competenza. Una su tutte la gestione delle sterilizzazioni, che da alcuni anni non si pratica più con la chirurgia a favore di un microchip sottocutaneo a rilascio ormonale: questo impianto li fa permanere in condizioni di quiescenza ormonale senza intervenire in modo invasivo ed irreversibile . Il calore per i furetti è una condizione che crea molte complicazioni sia nel maschio sia nella femmina. Nel maschio una produzione di sebo molto abbondante, oleosa e dall’odore piuttosto pungente e sgradevole, accompagnata molto spesso da nervosismo e facilmente anche da attitudine al morso, lo rende un perfetto candidato all’abbandono volontario o alle pericolose fughe, tutte situazioni evitabili con una veloce iniezione! Nelle femmine la condizione è ancora maggiormente degna di precauzioni, infatti le femmine in calore rischiano in percentuali altissime, addirittura fino al 50%, di andare incontro ad anemia e decesso: capiamo bene quindi quanto sia fondamentale non tenere i furetti in stato di calore. Diciamo subito che senza dubbio sconsigliamo assolutamente, avendo un furetto o una furetta in condizione di fertilità, di pensare di fare delle cucciolate! Senza addentrarci sulle specifiche ragioni annesse alle difficoltà inerenti la cucciolata stessa, sotto ogni profilo… Confidiamo basti come deterrente che gli abbandoni sono tanti, e mettere ancora al mondo altri esemplari, quando tanti sono senza casa, è troppo spesso un evidente atto di egoismo e irresponsabilità, ancora più aggravato quando lo si fa senza competenze e un progetto di allevamento serio.

 

 

Quali attenzioni bisogna avere per l’alimentazione del furetto domestico?

Il furetto è un carnivoro stretto e non gli vanno somministrati altri cibi di sorta; anche se ci sono varie scuole di pensiero su quale possa essere l’alimentazione perfetta, su questo non ci sono dubbi. Si uò scegliere dal fornire un misto (sempre meglio per non renderli troppo dipendenti da un solo gusto, evitando guai nel caso di non reperibilità della marca preferita) di croccantini a base di carne con una minima dose di carboidrati (ma non di cereali) e con fonti di proteine di alto valore e buona qualità. Sarebbe ottimale integrare il cibo secco con la somministrazione più o meno quotidiana di carne fresca o, se proprio non si riesce diversamente, nelle varie opzioni di umido monoproteico in scatola di qualità alta e senza cereali etc. (analogo discorso che per i croccantini). Questo approccio è probabilmente il più diffuso, in quanto accessibile un po’ a tutti come praticità; va detto che per chi può gestire in modo ottimale la somministrazione di carne cruda sono una scelta corretta e auspicabile: coniglio, quaglia, pollo, tacchino, anatra, uova e in alcuni ambiti anche topi e pulcini, a patto di avere consapevolezza di ciò che si somministra, sia dal punto di vista gestionale (i furetti tendono a nascondere la carne e quindi il rischio di ingestione di alimento avariato non va sottovalutato) sia per calibrare correttamente ogni elemento per evitare carenze nutrizionali. Risulta così fondamentale dare prede intere, comprensive quindi di ossa, interiora, pelle, piume/peli e integrare con taurina la carne congelata (il congelamento è utile per eliminare eventuali batteri). Meglio sempre evitare fonti di zuccheri, cereali, frutta etc.: il loro metabolismo che non è adatto a processarli con conseguenze nefaste per il pancreas; stesso discorso con le fibre per l’intestino.

furetto

 

Se in casa ci sono un furetto ed un bambino, devo avere qualche attenzione in particolare?

Bisogna valutare ogni situazione specifica. L’età e il comportamento del bambino, la possibilità di supervisione del genitore, il carattere del furetto. Nessun animale dovrebbe essere lasciato incustodito nelle mani di un bambino, soprattutto se molto piccolo e irruento. Un bimbo in perfetta innocenza può stressare molto l’animale ed accidentalmente causargli danni, pestarlo, schiacciarlo in una porta, farlo cadere di mano. Altrettanto vero è che un furetto maneggiato in modo improprio se di carattere docilissimo può sopportare la situazione ma non avrà la vita serena che merita e se con attitudini di ribellione rischierà di mordere il bambino nel tentativo di comunicare il suo disagio, reazione che difficilmente sarà accettata di buon grado dai genitori e dimenticato dal bimbo, per quanto incolpevole sia il furetto.
Detto questo moltissimi soci di Furettomania ONLUS hanno bimbi e furetti e gestiscono benissimo la convivenza con le dovute accortezze.

 

 

Di cosa si occupa la vostra associazione?
Furettomania ONLUS si occupa da 15 anni a 360° del furetto in Italia: siamo presenti sulla maggior parte del territorio con staff composto da soci volontari per dare supporto agli appassionati, organizzare eventi con concorsi e giochi ed interventi veterinari per fare informazione e raccogliere fondi con l’oggettistica che nostri volontari creano, fondi indispensabili, assieme alle quote associative, per poter sostenere le spese vive degli interventi di recupero dei furetti che ci vengono ceduti, questo è senz’altro l’impegno maggiore. Ci occupiamo quindi parallelamente di fare corretta informazione perché questo capiti sempre meno, là dove possibile cerchiamo di supportare nella risoluzione della causa di queste scelte onde poterle evitare, ma in centinaia di casi all’anno dovremo prenderci carico del furetto che è rimasto senza famiglia, prenderlo sotto la nostra tutela, occuparci di lui in ogni aspetto, durante il recupero e l’affido, fino all’adozione, e, in qualche misura, per tutta la durata della sua vita. Infatti, pur in modo discreto e assolutamente non invasivo, offriamo tramite un contratto di adozione che mantiene la tutela legale del furetto, una rete di supporto che non incentivi un atteggiamento, purtroppo molto frequente in ogni specie animale da compagnia, di farne un passamano disinvolto quando il furetto per qualche ragione diviene un peso…

 

 

Qual è attualmente la situazione dei furetti in cerca di adozione? In tanti stanno aspettando una casa?

I furetti ceduti vanno e vengono spesso ad ondate, non c’è una precisa regola, anche se ci sono periodi tipici di impennate degli abbandoni… La primavera lo è tra i maggiori dato che i furetti entrano in calore e l’odore, il nervosismo, la maggiore incidenza di fughe, influenzano negativamente il fenomeno dell’abbandono.
Durante l’affido presso i soci volontari spesso si approfitta per rieducare quei traumatizzati che hanno bisogno di essere socializzati, curare quelli che arrivano con pregresse patologie, mettere in regola la condizione di tutela di ogni piccolo, con microchip di riconoscimento, vaccino, impianto di sterilizzazione ecc.
Di norma il tempo di permanenza in affido durante la ricerca della famiglia adatta può variare da pochi giorni ad alcuni mesi, quasi mai si superano al massimo i sei mesi.
Un mondo affascinante, tenero e che richiede attenzioni quello del furetto domestico, che speriamo sia ora più chiaro e libero da luoghi comuni.

 

 

Samuele Tramontano