Una delle prime incombenze, quando si decide di portare a casa un cucciolo, è quella di farlo visitare da un veterinario per un controllo e per le vaccinazioni di rito. Ma contro cosa lo vacciniamo? E come funziona un vaccino?

Un vaccino non è che una piccola dose di un virus, morto o indebolito, che permette al sistema immunitario del cucciolo di formare gli anticorpi necessari a contastarlo; in questo modo, se in futuro il cane dovesse venire di nuovo a contatto con lo stesso virus, sarà preparato a difendersi e non contrarrà la malattia.
Al momento dell’acquisto del cucciolo, che ricordiamo non deve avvenire prima del 60° giorno di vita, l’allevatore dovrebbe aver già provveduto ad una prima parte dei vaccini. Le prime dosi vanno infatti somministrate tra le 6 e le 8 settimane di età (prima il cucciolo è comunque protetto, grazie agli anticorpi contenuti nel latte materno). Sarà nostro compito, nel corso del terzo mese, provvedere quindi al necessario richiamo, che andrà poi ripetuto regolarmente una volta l’anno o più di frequente in alcuni casi (ad es. il vaccino contro la Leptospirosi). Se chi ci cede il cucciolo non ce lo consegna spontaneamente, quindi, ricordiamoci di chiedergli il libretto sanitario dell’animale (obbligatorio!) con le informazioni sulle vaccinazioni già effettuate e la data del prossimo richiamo. Solitamente il veterinario somministra dei vaccini polivalenti, cioè efficaci contro più di una malattia.
Il vaccino è essenziale in quanto in molti casi è in realtà l’unico strumento di “cura”: pensiamo ad esempio allo parvovirosi, una malattia molto grave che può uccidere l’animale nel giro di 24 ore. Oltre alle già citate leptospirosi e parvovirosi, i vaccini “standard” comprendono in genere la bronchite infettiva, il cimurro, l’adenovirus e l’epatite infettiva.
Un discorso a parte merita invece il vaccino contro la rabbia, obbligatorio solo in alcune regioni come il Friuli Venezia Giulia ed il Trentino Alto Adige, oltre che in Sardegna per i cani provenienti dal continente; esso è inoltre indispensabile per partecipare a manifestazioni canine o per viaggiare all’estero. Negli altri casi il veterinario è in grado di indicarci, in base alla diffusione della malattia nella zona in cui viviamo, se vaccinare l’animale.