Orami da tempo appare chiaro che gli animali non si configurino solo come ottimi compagni per l’uomo, ma che rappresentino  per lui anche una grande fonte di benessere. Essi, in particolare, esercitano un’influenza del tutto positiva sulle persone che hanno delle difficoltà fisiche o che sono affette da gravi malattie.

 

Grazie alle iniziative di pet therapy  portate avanti negli ospedali e in alcuni centri specializzati, proprio con l’aiuto degli amici a quattro zampe è possibile dare sostegno e conforto, oltre che migliorare la qualità della vita di alcuni individui soggetti a patologie difficili da affrontare.
Pet Therapy
Un bambino dell’Istituto Lucatelli durante un incontro di pet therapy

 

L’Associazione Noa Petherapy dal 2005 cerca di promuovere e diffondere l’importanza della relazione che può instaurarsi tra uomo e animale attraverso progetti di zooantropologia didattica e assistenziale, di educazione cinofila ed ambientale e attraverso l’organizzazione di incontri volti a sensibilizzare e informare su un argomento così delicato e importante come quello della pet therapy.

 

Già attiva  dal 2008 nel reparto di oncologia dell’ospedale di Macerata per sostenere i malati di cancro, di recente la Noa Petherapy  ha dato via al progetto che si propone di aiutare i bambini diversamente abili dell’Istituto Comprensivo Lucatelli di Tolentino.

 

“I protagonisti di questa avventura”  spiega la pedagogista e organizzatrice dell’iniziativa Monia Isidori, “sono cani scelti sia per le loro caratteristiche fisiche, che comportamentali: Asha, uno splendido incrocio con un Golden Retriver, è un animale decisamente docile, ma non soggetto a manipolazioni, mentre Brusco, un meticcio preso al canile, è più allegro e vivace ed è maggiormente in grado di spronare le persone. Entrambi sono di taglia media in modo da poter essere un sostegno anche per i ragazzi con difficoltà fisiche”.

 

E aggiunge:
“I bambini dell’Istituto, che hanno un’età compresa tra i 5 e i 14 anni, sono affetti da diversi deficit comportamentali o motori e di deambulazione. Durante le sedute di pet therapy, essi sono divisi in piccoli gruppi e affiancati da uno o due cani, grazie ai quali devono cercare di superare i propri limiti e le proprie difficoltà.
Con l’aiuto degli amici a quattro zampe i ragazzi affetti d’autismo cercano così di imparare a rilassarsi e di entrare in contatto con gli altri, mentre quelli soggetti a problemi comportamentali imparano a gestire le emozioni e a rispettare le regole”.
Pet therapy
Il contatto tra un bambino e  Brusco
L’iniziativa sembra quindi dimostrare l’importanza del contributo che gli animali possono dare a persone che devono affrontare le difficoltà a cui sono soggette nella loro quotidianità.

 

Gli esiti positivi sembrano non farsi attendere e la stessa pedagogista, che per questo progetto si avvale del supporto delle due veterinarie Ilaria Pazzaglia e Sarah Tognetti,  ha affermato di aver assistito a dei risultati che danno adito a molte speranze:

 

“Tutti i bambini hanno risposto alle sollecitazioni del progetto prima dell’inizio vero e proprio, dimostrando una grande attesa nei conforti dei cani, ma soprattutto durante le prime sedute in cui sono riusciti a mettere in evidenza i loro problemi e a rilassarsi proprio grazie all’aiuto fornito dai nuovi amici a quattro zampe.
Grande emozione ha suscitato, per esempio, la reazione di un bambino autistico che al terzo incontro è riuscito ad avvicinarsi al cane, decidendo improvvisamente di fidarsi di lui.”
Pet therapy
Un bambino che accarezza Brusco durante uno dei primi incontri

 

La prova più grande sarà però riservata all’appuntamento finale, il settimo, quando i ragazzi saranno lasciati liberi di gestire il proprio spazio e il loro nuovo rapporto con gli animali.

 

Pet therapy
Contatto tra Asha e uno dei bambini che partecipano alla pet therapy

 

Un’iniziativa che lascia quindi spazio alla speranza e fornisce un’ulteriore dimostrazione di quanto gli amici a quattro zampe possano essere importanti per migliorare il valore e la qualità della vita di persone diversamente abili.

Roberta Ravelli