Il fenomeno dell’abbandono assume dimensioni sempre più drammatiche e, puntualmente, nel periodo estivo aumenta vertiginosamente.

Mancanza di responsabilità e soprattutto di cuore finiscono per ricadere negativamente sugli amici a quattro zampe che spesso finiscono in mezzo ad una strada e, nei casi più tragici (e purtroppo non eccezionali), trovano la morte.

Ecco il perché della campagna estiva contro l’abbandono, che anche quest’anno abbiamo deciso di portare avanti, per aiutare quelle strutture che cercano con tutte le loro forze di garantire la salvaguardia degli animali.

L’associazione “Nati per amarti onlus” di Bari è proprio una di queste. Abbiamo raccolto la testimonianza di Patrizia Giaquinto, una delle volontarie di questa Onlus, che gestisce due rifugi per cani sul territorio e che ha cercato di spiegarci le difficoltà contro le quali deve lottare ogni giorno.

Chiarella
Aiutiamo i cani della “Nati per amarti Onlus”. Hanno bisogno di noi!

 

Quanti “canili” gestisci?

Sono riuscita ad istituire due rifugi diciamo in maniera fai da te, pur non avendo autorizzazioni sanitarie. È un fenomeno molto diffuso nella nostra zona data l’assenza di strutture comunali: alcune associazioni hanno così la possibilità di gestire rifugi garantiti dall’autorità del sindaco per porre rimedio all’emergenza randagismo grazie a un’apposita ordinanza che li tutela ritenendoli indispensabili allo scopo.

 

Quanti cani riuscite ad ospitare nei rifugi?

Nel mio rifugio ce ne sono 30, nel secondo rifugio ne abbiamo altri 30 e poi ce ne sono una quarantina per strada, perché successivamente abbandonati o perché sono talmente selvatici che non si fanno toccare e sarebbe una sofferenza per loro rinchiuderli nei box. Il numero è comunque variabile perché ci sono molti abbandoni , ma anche adozioni.

In realtà ci occupiamo anche dei gatti: qui i gattili non esistono. Anche se il programma di  sterilizzazioni è partito in ritardo, i felini vengono predisposti  per l’intervento e poi reimmessi sul territorio in cui abbiamo persone di riferimento che gli danno da mangiare e provvedono alle segnalazioni.

L’intolleranza verso i gatti è davvero alta perché sporcano e sono fastidiosi: si parla addirittura di violenza, intimidazioni e avvelenamenti di massa; l’ordinanza comunale in merito non è né conosciuta né rispettata.

 

Come riuscite a mantenere gli animali che ospitate?

Il sindaco ci ha riconosciuto un contributo”pro cane pro die”: con 1,06€ al giorno a cane dovremmo sostenere gli animali di uno dei due rifugi (l’altro non è rientrato nell’ordinanza, perché nato più tardi). In realtà, però, il contributo è emanato con notevole ritardo e non è assolutamente sufficiente. Gli altri cani sono mantenuti con autotassazione ed eventi su Facebook: siamo in contatto con molta gente che risponde bene alle proposte e si dimostra estremamente generosa, ma purtroppo non riusciamo a fare fronte a tutte le spese e siamo in una situazione debitoria perenne. Costi di manutenzione, carburante e gestione non vengono riconosciuti.

 

Quella dell’abbandono è una realtà con cui siete a stretto contatto: quali sono le cause principali?

A Bari c’è un problema di fondo: quello di una mentalità retrograda nei confronti degli animali. L’animale non è considerato come un membro della famiglia ma come un oggetto del quale ci si può disfare senza troppi problemi, sia dal punto di vista morale che giuridico. Inoltre, non ci sono sanzioni per chi abbandona gli animali: spesso ho tentato di fare tentativi di denuncia, ma sono stata bloccata dalle stesse forze di Polizia e dai legali, che sconsigliano l’azione legale perché, in definitiva, il cane sarebbe restituito al proprietario o chiuso in canile.
Per queste ragioni, purtroppo, alla minima difficoltà il cane viene allontanato dalla famiglia e abbandonato: basta una gravidanza dell’adottante o di qualche familiare, problemi con il condominio (nonostante le recenti leggi a favore degli animali, ci sono intimidazione da parte dei vicini di casa e dello stesso amministratore), costi di vaccinazioni e trattamenti sanitari.

 

cani onlus
Oltre al problema dell’abbbandono c’è anche quello del randagismo

 

Oltre all’abbandono esiste il problema del randagismo.

Il randagismo vero e proprio è molto controllato, grazie al nostro operato ed alla presenza, fino ad ora, di sindaci all’avanguardia e assessori all’ambiente che hanno seguito alla lettera le direttive di legge. Essi hanno emanato ordinanze di sterilizzazione gratuita presso la ASL e inserimento di microchip intestato al sindaco stesso. Grazie a quest’opera abbiamo contenuto moltissimo il randagismo.

Una forte eccezione è però rappresentata dai Rom, nei cui campi non c’è alcun controllo. Esportano cani dalla Romania, li portano in Italia, li fanno proliferare se associazioni come la nostra tentano di intervenire per le sterilizzazioni, arrivano anche alla violenza ed alle minacce.
Per loro i cani sono fonte di elemosina: fanno accattonaggio con i cuccioli, ma i vigili urbani non comprendono l’entità del problema e insistono sul fatto che, se i cani sono dei proprietà dei Rom, non glieli si può togliere. Stessa reazione hanno i cittadini che vivono la situazione proprio come una violazione della proprietà privata, senza capire che in realtà questi animali sono destinati ad essere abbandonati o a finire male perché non sono né curati né nutriti in maniera adeguata, addirittura spesso vengono persi per strada.
Eppure, vige un regolamento comunale di tutela degli animali che proibisce l’accattonaggio con cani e gatti e altri animali, ma noi siamo dei semplici volontari quindi non abbiamo l’autorità per farci valere: sarebbe davvero necessario un imprinting da parte delle istituzioni.

 

E le adozioni? Riuscite a trovare una casa per i cani dei rifugi?

Adozioni ne facciamo abbastanza, anche se da aprile fino a settembre si verifica un calo drastico.
Il 99% delle adozioni si fa al nord, grazie ad annunci e avvisi tramite canali web.  Al nord c’è una mentalità diversa nei confronti degli animali, che si percepisce già con il colloquio telefonico. I passi successivi sono la compilazione di un questionario, la risposta a domande strategiche e il preaffido.
Se tutto va nel verso giusto, il cane raggiunge la sua destinazione grazie a viaggi privati a nostro carico e a volontari che si organizzano con staffette. L’adozione è ovviamente gratuita, anche se c’è la possibilità di effettuare una donazione.

Nonostante le spese del trasferimento, le adozioni al nord sono davvero più semplici: qui a Bari, chi ha volontà di adottare un cane è rarissimo che si presenti in un canile: più che altro si ricorre a parenti, amici, cucciolate di privati. Quelli che provano a relazionarsi con le associazioni, nel corso del percorso di adozione si lamentano delle troppe pratiche oppure semplicemente vogliono cani di razza e li acquistano in negozio.

Non tutti i cittadini baresi però sono così, c’è una buona parte di amanti degli animali. La nostra lotta tende a sensibilizzare ed educare tutti gli altri e ad eliminare comportamenti o situazioni che possano mettere  a rischio gli amici a quattro zampe. Anche se a volte ci sembra di lottare contro i mulini a vento!

 

 

Roberta Ravelli