Il limite tra paura e fobia nel cane, come per gli altri esseri viventi, è molto sottile: nel momento in cui la paura diviene incontrollabile, si determina un disorientamento che si manifesta con la perdita di controllo delle emozioni ed esplode nell’agitazione come arma di difesa, ma quando questo stato perdura o si potenzia potrebbe trattarsi di una vera e propria patologia.

 

Alla base di tale malessere può esservi una predisposizione genetica per l’ansia, oppure un luogo, un oggetto, o la presenza di una persona che fa riemergere nella mente di Fido un episodio fortemente negativo e traumatico vissuto in passato.

 

Le cause più comuni che possono generare paura, ed in molti casi fobie, possono essere legate anche agli elementi delle variazioni atmosferiche, come il vento, il tuono e spesso il temporale improvviso.

 

Anche la periodica visita dal veterinario può suscitare nell’animale uno stato d’ansia, che si scatena solitamente già alla vista dell’ingresso dell’ambulatorio e che peggiora durante la visita o l’inoculazione dei vaccini: nell’animale può nascere un senso d’impotenza che lo porta a mettere in campo tutte le sue armi di difesa per sottrarsi a quello che a lui appare come un serio pericolo per la sua stessa incolumità.

 

Anche i sintomi di questa condizione sono molteplici: tachicardia con aumento della salivazione, forte respiro ansimante con possibile comparsa di tremori, irrequietudine, potrebbe immobilizzarsi o cercare di fuggire, presentare improvvisa incontinenza urinaria e fecale.

Tutti questi sintomi possono sfociare in un vero e proprio attacco di panico.

Ogni cane manifesta il proprio disagio in maniera diversa, in base alla sua personalità: alcuni cercano di evitare la situazione nascondendosi o assumendo una posizione accucciata, orecchie basse e coda tra le zampe, altri ringhiano oppure qualcuno abbaia solamente.

Se la paura del nostro amico continua ad aumentare e nel contempo si procede bloccando i suoi tentativi di fuga, Fido può reagire diventando aggressivo per allontanare quella che ritiene una minaccia. Punire l’animale in questi particolari momenti, nonostante si cerchi in realtà solo di calmarlo, determina un effetto contrario, ovvero rinforza la paura iniziale.

Perché il cane non arrivi ad essere eccessivamente spaventato, meglio imporsi di trasmettere calma e serenità. Se tutto ciò non risolvesse la situazione e la fobia dovesse turbare la serenità dell’animale con frequenza da compromettere la sua qualità della vita e quella del suo padrone è sicuramente consigliabile consultare un veterinario con specializzazione in comportamento. Il medico durante le sedute avrà modo di studiare gli atteggiamenti del pet ed anche di valutare se sia opportuno ricorrere ad una terapia farmacologica.