L’epilessia nei nostri amici a quattro zampe è un evento patologico che spesso spaventa più del dovuto il proprietario, facendolo cadere nell’errore di considerare le contrazioni spasmodiche la vera malattia quando, nella maggior parte dei casi, dietro si nasconde una causa ben specifica.

Introduzione – Anche se è più corretto parlare di sintomatologia e non di vera e propria malattia, in questa breve guida affronteremo l’argomento dell’epilessia nei cani, come fossimo difronte ad una comune patologia.
L’epilessia è la manifestazione del conseguente aumento dell’attività di alcuni neuroni (presenti a livello della corteccia cerebrale), che causano la depolarizzazione delle altre cellule neurali contigue, innescando così un parziale o generale aumento dell’attività elettronica cerebrale.
La conseguenza diretta è l’aumento dell’attività muscolare, che può interessare solo poche fibre o fasci di muscolo, fino ad un coinvolgimento generalizzato con perdita di sensi e contrazioni.
L’epilessia è classificata in: IDIOPATICA e SECONDARIA.
Cause – L’epilessia IDIOPATICA (termine medico utilizzato quando ci si riferisce ad una patologia di cui apparentemente non si conoscono le cause), è la tipologia di manifestazione più rara. Infatti, l’epilessia SECONDARIA, derivando da malattie già presenti, è la forma di più comune riscontro e solitamente si presenta in concomitanza con: scompensi metabolici, intossicazioni, traumi cerebrali, neoplasie e infezioni (all’interno dell’area cerebrale).
Diagnosi – Le classiche diagnosi condotte in ambulatorio come: Profilo ematico, Profilo bochimico, Urine, RX ed Eco, sono i classici strumenti con cui il veterinario può orientarsi per individuare la causa principale che ha innescato l’evento epilettico.
Se siamo difronte ad una forma idiopatica, l’animale può presentare tutti i risultati degli esami assolutamente perfetti. In questo caso è possibile aumentare il dettaglio della diagnosi, con delle metodologie particolarmente costose, quali la T.A.C e la Risonanza Magnetica.
Cura – Come riportato nei paragrafi precedenti è incorretto parlare di cura, poichè non essendo una malattia, si và ad agire sul sintomo e non sulla vera e propria causa.
Fatta questa doverosa introduzione, la terapia, che sarà solamente sintomatologica, ha come farmaci d’elezione i barbiturici. Vengono utilizzati con buoni risultati anche il Bromuro di Potassio e Diazepam.