Un vero e proprio allarme quello lanciato da Paolo Bosastri, educatore di cani, il quale in un intervento sull’eco di Bergamo sostiene che i cani vengono sempre più frequentemente educati e trattati come bambini e questo comporta una modifica del comportamento del cane.
L’accusa è soprattutto verso i “pet stores”, negozi per animali che piuttosto che vendere ciotole, cibo e giochi per cani, hanno oggettistica propria degli esseri umani, dal passeggino alle scarpe, camerette per cani e specchi. Questi negozi sono sempre più frequentati al punto di essere un settore dell’economia non toccato dalla crisi e anzi cresciuto anche grazie a mode e personaggi famosi che amano agghindare i propri cani e mostrarli in pubblico come oggetti di antiquariato.
Da questa moda deriva una umanizzazione che colpisce soprattutto i cani di piccola taglia allevati da donne spesso senza figli o con i figli ormai grandi.
L’abitudine che sta prendendo piede è quella colmare il vuoto affettivo derivante dalla mancanza di rapporti umani solidi, attraverso l’eccesso di attenzioni verso il cane. Lo stesso appare come un sentimento sicuro perchè è risaputo che non abbandona il padrone e non tradisce. L’amore così mostrato diventa puro egoismo e sintomo dell’incapacità di amare i propri simili.
Uno degli esempi negativi di cui tutti siamo spettatori è l’abitudine di portare il cane nella borsa come se fosse un giocattolo.
Questo eccesso d’amore implica dei disturbi comportamentali nel cane, ad esempio gelosia verso il padrone al punto da aggredire il compagno del padrone o addirittura i neonati in caso di ingresso successivo di un bambino in famiglia, infine disinteresse verso animali della propria specie.
Per l’educatore cinofilo gli atteggiamenti da evitare sono il tenere sempre in braccio il cane, lasciarlo dormire nel letto magari in mezzo a marito e moglie o addirittura lasciarlo mangiare a tavola. Il cane deve invece avere i suoi spazi in casa cui comportarsi da cane, non essere omaggiato in modo eccessivo ma solo in caso di merito, essere portato al parco dove può con i suoi simili misurarsi e riconoscersi proprio come cane.