I cani sono spesso straviziati di coccole e considerati alla stregua di un componente della famiglia, tuttavia ci sono regole imposte dai ruoli (necessari alla convivenza) che vanno rispettate, a costo di essere rigorosi quando queste vengono trasgredite.

Il divieto che i nostri “amici quadrupedi” tendono naturalmente a raggirare è quello di accucciarsi tra le sedie della tavola e mendicare un boccone, specialmente a colui che individuano come l’elemento debole. Cedere in quel caso non è sintomo di bontà, ma un errore da correggere immediatamente.

Il cane, così come ha la sua cuccia e i suoi giocattoli, ha anche crocchette e bocconcini (consigliati da esperti veterinari in nome della sua salute) e un orario preciso durante il quale consumare i suoi pasti. Non rispettare questi paletti, oltre a minare una serena convivenza tra tutti gli abitanti della casa, è dannoso per il cane stesso. Infatti, l’apparato digerente, il fegato e tutto ciò che agisce nella metabolizzazione del cibo ingerito, in un cane funziona con equilibri differenti dai nostri.

E’ proprio per evitare che quanto gli allunghiamo dal nostro piatto si trasformi per lui in un boccone “avvelenato”, che ci affidiamo alle competenze di esperti che ne calibrano la giusta dieta in base alla taglia e al peso. Sarà bene, dunque, non incappare mai in questo errore, ma, allorché si presenti, agire con un’opportuna strategia di correzione.

 

Gli esperti suggeriscono diverse soluzioni a seconda del gravità del problema. Nella sua fase soft, quando il cane si avvicina alla tavola per elemosinare un extra dai nostri piatti, occorre accompagnarlo al suo cantuccio e, magari, premiarlo con una sua leccornia, tipo un biscottino. Anche quest’azione ingenererà un’abitudine che si sarebbe potuta evitare all’origine, non considerando la presenza del cane nel luogo adibito ai nostri pasti, tuttavia si tratta di un’azione non dannosa per il suo corpo.

Se, invece, gli atteggiamenti del nostro cane si fanno particolarmente insistenti, bisogna essere più drastici e accompagnare il cane in un’altra zona della casa, intrattenendolo lì con un gioco, con una pallina contenente croccantini, ad esempio. Ma c’è anche il caso in cui il cane proprio non ne vuol sapere di allontanarsi dalla tavola:  si rende allora necessario portarlo fuori, il che implica un sacrificio per tutti i familiari.

Meglio, pertanto, evitare il problema all’origine, o farvi fronte immediatamente quando si presenta.