Un cucciolo di cane che entra nelle nostre case è una gioia, un meraviglia che porta allegria e sorrisi. Le sensazioni positive che il nuovo inquilino ci regala non devono però farci dimenticare quanto sia importante l’addestramento. Anzi è proprio in tenera età che il nostro cucciolo deve apprendere i concetti educativi fondamentali, e per questo motivo il padrone deve essere bravo a cogliere l’occasione, cominciando subito a farsi rispettare.

 

Per comprendere la rilevanza dell’addestramento di un cane, e come relazionarsi con un cucciolo in questa decisiva fase di crescita del rapporto con il padrone, abbiamo posto qualche domanda all’esperto Demis Benedetti, addestratore professionista e proprietario della “New Thought”, azienda leader nella formazione del cane.

 

 

A quale età è possibile e consigliato iniziare l’addestramento di un cane?

L’inizio dell’addestramento può variare a seconda del tipo di razza del cane e del carattere che può presentare ogni singolo individuo. Si può già iniziare l’addestramento con un cucciolo di tre mesi, sfruttando la sua curiosità, attraverso il rinforzo positivo e costante. L’intensità dell’addestramento varia a seconda della soglia di concentrazione che ogni cane può dare, quindi possiamo iniziare quando vogliamo, ma prima iniziamo prima riusciamo a dargli le basi di un giusto comportamento sociale che il cane deve tenere.

 

 
Quali i primi passaggi, i primi insegnamenti che un padrone deve dare al suo cucciolo?

Fin dal primo giorno in cui il cucciolo entra in casa è importante impostare una giusta integrazione, facendogli capire quali sono i propri spazi e ritmi di vita all’interno della famiglia, per il cane branco, e contemporaneamente creare una giusta socializzazione con l’ambiente e con le persone. È importante far capire fin da subito al cane il proprio ruolo all’interno della famiglia attraverso una giusta leadership instaurata da ogni singolo membro dell’interno dell’ambito familiare.

 

 

E cosa invece è assolutamente da evitare perché il percorso di crescita del cane avvenga al meglio ed in armonia?

La cosa fondamentale da evitare, ma che molti trascurano, è quella di ricordarsi che è un cane e non un essere umano. Quindi dobbiamo essere in grado di adattare il nostro linguaggio al loro e non pretendere che lui si comporti come una persona, perché il cane vive di istinti. Bisogna cercare di non dare abitudini o vizi che durante l’arco della vita del cane non possiamo mantenere.

 

 

Ci sono delle peculiarità da razza a razza nei metodi di addestramento di un cucciolo di cane?

La metodologia usata dalla scuola “New Thought” è suddivisa in tre fasi: la prima per cui il piano consiste nel rinforzo positivo costante e continuo collegato ad ogni azione o comportamento corretto; il piano B consiste nel rinforzo positivo intermittente intelligente dato occasionalmente ad ogni risposta corretta del cane; infine il piano C prevede una risposta dal cane senza nessun rinforzo positivo ma attraverso il rispetto del suo leader. Quindi la metodologia non va adattata ad ogni singola razza ma alle qualità naturali di ogni singolo individuo, tenendo conto delle sue attitudini.

 

 

Quale il supporto di un addestratore professionista nel percorso di crescita di un cucciolo?

Il supporto che deve dare un addestratore professionista è canalizzato prevalentemente sul proprietario del cane, per fargli capire il giusto rapporto che deve avere con lui e la giusta comunicazione da costruire. Quindi è sempre importante rivolgersi ad addestratori professionisti per evitare che vengano trascurati dei dettagli che possono diventare problemi.

 

 

Esistono dei “luoghi comuni” sbagliati nei metodi di addestramento?

È importante non avere pregiudizi quando si approccia al mondo cinofilo. Come in tutti gli ambienti, il pregiudizio non permette di avete una giusta apertura mentale e non permette la crescita. La giusta apertura mentale permette di capire invece che certe situazioni, spesso presentate come innovative, non propongono di fatto nulla di così nuovo e concreto mentre altre situazioni demonizzate, se poi realmente conosciute, hanno senso e coerenza.