La LAV lancia una petizione rivolta al Governo perché, nel decreto legislativo atteso a gennaio, si attenga al rispetto dei principi dettati dall’Unione Europea in materia di vivisezione.

 

L’estate scorsa, sull’onda del clamore suscitato dal caso dell’allevamento Green Hill, una vera e propria “fabbrica” di animali da destinare alla vivisezione, il nostro Parlamento aveva recepito la normativa europea in materia e si era impegnato affinché questa crudele pratica fosse sottoposta a severe restrizioni.

La delega di legiferare è stata attribuita al Governo e, a partire dal prossimo 14 gennaio, inizierà la discussione per la definizione dei contenuti del relativo decreto legislativo in materia, ma i provvedimenti che l’Esecutivo ha in cantiere paiono andare in tutt’altra direzione.

In particolare i ministri Lorenzin e Moavero, titolari dei dicasteri della Salute e degli Affari Europei, insistono con risolutezza sulle disposizioni dell’articolo 13 della Direttiva Europea n. 63 del 2010, la quale tratta appunto delle restrizioni imposte alla vivisezione, e ne equivocano l’enunciato.

La direttiva in questione prevede che allevamenti come Green Hill, che trattano gli animali come merce, siano assolutamente vietati, proibisce gli esperimenti sugli animali non anestetizzati e soprattutto stabilisce l’erogazione di incentivi ai laboratori che effettuano ricerche ricorrendo a metodi sostitutivi.

Nonostante le severe disposizioni comunitarie in materia, però, i ministri interessati hanno dirottato ben l’84% dei fondi spettanti alla ricerca alternativa a coloro che effettuano la vivisezione, e non solo. Il divieto di esperimenti senza anestesia è stato aggirato, così come i limiti imposti per modificare geneticamente gli animali, rendendo quindi ancora possibile la pratica di esercitazioni didattiche su di essi. Praticamente dei 13 punti previsti dal suddetto articolo 13, dieci sono stati disattesi.

 

La lega Anti Vivisezione, LAV, e altre associazioni animaliste si oppongono però a questa retromarcia del Governo italiano e hanno promosso una petizione indirizzata ai ministri Lorenzin, Moavero e al premier Letta perché l’impegno preso l’estate scorsa sia rispettato.

 

Il testo dello Schema di Decreto Legislativo sulla sperimentazione animale “non è chiuso” ma sono possibili modifiche, mentre il termine per l’emanazione della nuova normativa è slittato al prossimo 4 marzo: è quanto emerso dall’incontro che la LAV ha ottenuto l’8 gennaio con i dirigenti del Ministero della Salute, dopo uno scambio di battute con lo stesso Ministro Lorenzin, scesa a parlare con i manifestanti al secondo giorno del presidio tenuto a Roma dalle associazioni animaliste.

 

Tutti i cittadini che desiderano aderire troveranno sul sito della LAV il testo dell’email-petizione e non dovranno fare altro che inserire il proprio nome, l’indrizzo di posta elettronica e quindi inviarla.