Potranno tirare un sospiro di sollievo tutti gli amanti degli animali. Grazie alla nuova riforma di condominio sarà infatti possibile tenere animali domestici anche nei propri appartamenti.

La legge 220 dell’11 dicembre 2012 ha apportato una vera e propria riforma in materia di condominio. La nuova normativa, che diventerà effettiva dal 18 giugno 2013, si baserà sul principio di “vietato vietare” di possedere o detenere animali domestici.

Se da un lato le modifiche apportate alla legge permetteranno una maggiore tolleranza verso i possessori di cani e gatti, le specie più diffuse, dall’altra potrebbero crearsi problemi verso alcune specie.

Il nuovo testo della normativa, infatti, ha sostituito la dicitura animali da compagnia con animali domestici. Una terminologia che però potrebbe creare problemi. Le controversie potrebbero emergere nel momento di definire se un animale è domestico oppure no. Di fatto una specie diventa “domestica” nel momento in cui è abituata a convivere con l’uomo. Stando così le cose i condomini potrebbero essere abitati anche da conigli, galline o capre.

Le nuove norme però impongono anche delle regole ben precise sia in materia di detenzione sia nei confronti degli altri inquilini. Il proprietario dell’animale dovrà provvedere alla pulizia dell’area di passeggio e degli spazi comuni. L’animale non potrà circolare liberamente negli spazi comuni ma sempre al guinzaglio e se aggressivo con museruola; qualora si tratti di animali pericolosi il proprietario dovrà stipulare anche una polizza assicurativa.

La normativa disciplina anche il comportamento verso gli altri condomini: il proprietario, infatti, dovrà mantenere atteggiamenti idonei a non disturbare la quiete degli altri inquilini e a non compromettere l’igiene dello stabile mentre, in caso di rumori o odori intollerabili, il condominio avrà la facoltà di richiedere l’allontanamento dell’animale.

Importanti novità riguardano anche il modo di detenzione degli animali, dato che questi ultimi non potranno essere lasciati per lungo tempo sul balcone o soli in casa; in questi casi infatti potrebbe essere ipotizzato il reato penale di omessa custodia dell’animale.