Casa Circondariale di Montorio, Verona. È seduto in mezzo agli altri detenuti. È carcerato ed ha fine pena lungo. Partecipa anche lui al progetto sperimentale del carcere. In un contesto duro, senza libertà, sta imparando a conoscere il cane, a relazionarsi con lui.

Non distoglie mai gli occhi da Tobia, il cane che insegna, insieme agli istruttori cinofili ed ai veterinari, come si può diventare volontari in un canile. Ed alla nostra richiesta di parlare del progetto, con entusiasmo, non si tira indietro.

 

Detenuto e cane a Montorio
Un detenuto ha spiegato a Petsparadise la sua esperienza con i cani al carcere di Montorio

 

Come ti sei avvicinato a questa esperienza?

La prima volta che sono venuto pensavo fosse solo un passatempo, ma poi mi sono accorto che veramente c’è qualcosa da imparare. Qui in carcere sto capendo come relazionarmi con le persone, e quando pensavo di aver imparato ho trovato questo corso che mi ha dato qualcosa di nuovo. Chi ha detto che i cani sono i migliori amici dell’uomo aveva completamente ragione. Sono animali bellissimi, con i quali puoi trascorrere momenti stupendi. Sono animali con i quali ti trovi veramente libero.

 

 

Prima di essere qui avevi un cane?

Avevo un cocker. Prima mi comportavo con il cane come se fosse un oggetto. Non sapevo conoscerlo. Non sapevo capire i suoi desideri. Adesso invece ho capito tantissimo. Nel mio paese, in Romania, avevo studiato al liceo zootecnico e già avevo un po’ di conoscenza degli animali, ma adesso ho riscoperto la mia vocazione.

 

 

Perché prima avevi tutta questa freddezza verso i cani?

Nel mio Paese i cani sono guardati come gli ultimi. Come animali senza importanza. In Romania ci sono un sacco di problemi con i cani e per fortuna sono arrivati molti volontari italiani che hanno aiutato a conoscerli meglio ed a mettere le cose a posto.

 

 

Cosa pensi, in particolare, dei cani nei canili?

I cani nei canili sono come i detenuti in carcere. Hanno bisogno di aiuto, proprio come i detenuti. Se poi sono i detenuti ad aiutarli, meglio ancora. Questo perché noi siamo gli unici che possiamo capirli al 100%. Abbiamo attraversato la stessa sofferenza.

 

 

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Detenuti e cani
Tobia coccolato dal detenuto

 

 

Samuele Tramontano