Gli animali domestici sono una fonte inesauribile di affetto in grado di risollevare l’umore anche nei momenti peggiori della vita. Per questo motivo da anni si è diffusa nel mondo la pet-therapy (raccontata anche nei video-documentari dello speciale Zampe Amiche di Petsparadise), un percorso di recupero che utilizza gli animali per curare molti disturbi come, ad esempio, l’autismo nei bambini.

 

Perchè allora non permettere anche ai malati ricoverati in ospedale di avere vicino un animale domestico che li aiuti a risollevarsi dalla malattia? La regione Emilia-Romagna ha quindi decretato che i piccoli amici a quattro zampe possano fare visita ai propri umani di riferimento in ospedale.

Il sì al provvedimento è arrivato all’unanimità nella recente seduta della Commissione per la Salute e le Politiche Sociali, ed ora si attende solo l’approvazione definitiva da parte della giunta guidata da Vasco Errani.
Se la norma verrà convalidata in via definitiva, nessuna clinica od ospedale pubblico e privato della Regione potrà rifiutare l’accesso agli animali domestici, ovviamente dopo richiesta scritta alle direzioni interessate del singolo paziente o dei parenti che ne fanno le veci (nel caso dei bambini).

 

Tuttavia, per motivi legati all’igiene o alle peculiarità di alcuni reparti, gli animali non potranno comunque accedere alle unità operative di terapia intensiva, nei centri di trapianto o nei centri grandi ustioni, nelle stanze di isolamento e nelle divisioni di ostetricia e ginecologia, o comunque in tutte le sezioni definite “sensibili” per le particolari condizioni dei pazienti o per le caratteristiche delle strutture stesse. I limiti e le modalità di applicazione della legge regionale saranno resi noti all’approvazione finale del provvedimento.