Quali sono le particolari attenzioni da prestare al proprio cane o gatto prima della partenza per le vacanze? E durante il viaggio quali sono i comportamenti a cui attenersi? Una volta giunti a destinazione come procedere per fare ambientare il cucciolo?

Risolve questi dubbi la dottoressa  Alessandra Gazzola, medico veterinario con esperienza in alimentazione e nutrizione per pets.

 

Cane o gatto possono mangiare prima di affrontare il viaggio per andare in vacanza?

Dipende se l’animale sopporta  o meno il viaggio con il mezzo di trasporto scelto. Se il padrone sa già che il proprio cucciolo soffre il trasporto è sicuramente meglio che viaggi a digiuno, per evitare spiacevoli complicazioni. Lo spostamento è per il pet una situazione di stress e, se ha mangiato prima della partenza, potrebbe incorrere in disturbi della digestione financo a vomitare. Ovviamente questo vale a meno che il nostro amico non soffra di patologie particolari come, ad esempio, il diabete per cui occorre mangiare ad orari stabiliti, per l’assunzione dell’insulina. In particolare chi viaggia in auto deve prevedere delle soste per permettere all’animale di allentare la tensione del percorso ed offrirgli con l’occasione acqua a temperatura ambiente, sempre con moderazione preferendo comunque gli orari più freschi e meno a “rischio di code”.

 

Viaggiando invece in treno o in aereo?

Il cane o il gatto dovrebbero affrontare anche il viaggio in treno a digiuno e il padrone deve avere sempre con sé acqua fresca per contrastare eventuali contrattempi del mezzo scelto, come assenza di aria condizionata oppure affollamento eccessivo nello scompartimento. Ricordare il trasportino, adeguato alle misure del pet, con il fondo protetto da fogli di giornale, facili da rimuovere in caso di inconvenienti e comunque confortevoli. Anche in aereo, quando il cucciolo può viaggiare con il padrone, è indispensabile avere acqua fresca a disposizione da proporre al compagno di viaggio. Sono ancora molte però le compagnie che relegano i pets esclusivamente nelle stive; comunque si tratta di ambienti pressurizzati. Tutte queste indicazioni sono valide anche per un viaggio in nave, sempre che la compagnia prescelta preveda la presenza di pets. Si consiglia, durante la piacevole traversata, di accompagnare ogni tanto il proprio animale a fare una passeggiata distensiva sul ponte previa verifica del fatto che ciò sia permesso

 

È possibile abituare un animale domestico a viaggiare?

Si, per chi viaggia in macchina. Il modo migliore per preparare l’animale ai trasferimenti  è percorrere, nei giorni precedenti la partenza, brevi tratti in auto con a bordo il cucciolo. È fondamentale associare sempre a questi tragitti qualcosa di positivo: non terminare queste uscite per esempio dal veterinario, perché chiaramente il pet associerebbe lo spostamento in macchina ad un ricordo per lo meno poco gradito. I percorsi di preparazione devono avere destinazioni percepite dall’animale come qualcosa di piacevole: ad esempio, se si tratta di un cane, il suo parchetto preferito.

 

Se durante il viaggio il pet dovesse comunque sentirsi male?

Lasciarlo vomitare senza intervenire dopodiché rinfrescarlo ripulendo il pelo intorno al muso e non offrirgli da bere, perché potrebbero ripresentarsi i sintomi della nausea con conati anche a vuoto. Non utilizzare farmaci entiemetici che possono, con la complicità del caldo, portare il pet al collasso, anche perché non ha senso dare un farmaco “per bocca” ad un soggetto che ha ancora lo stomaco sottosopra.

 

Una volta giunti a destinazione?

Lasciare al nostro amico tutto il tempo necessario per ambientarsi: concedergli di perlustrare la zona interessata con serenità per acquistare sicurezza. Trascorsa almeno un’ora si può proporre il pasto.

 

Cosa è meglio dare da mangiare al cane o al gatto in vacanza?

Di base la normale dieta dell’animale non deve subire cambiamenti e per questo motivo consiglio di offrirgli, che ci si trovi al mare o in montagna, alimenti preconfezionati di qualità. Pietanze come il riso o la carne, che magari consuma solitamente a casa, vanno benissimo per la dieta del pet, ma in vacanza è meglio evitarle perché possono variare sia in qualità sia a seconda del luogo in cui ci si trova, per esempio a causa delle diverse modalità di allevamento, dando origine a disordini digestivi e sfociando anche in preoccupanti forme enteriche.

 

Oltre alle evidenti forme enteriche, come può l’animale farci capire che sta vivendo un malessere?

Il primo segnale che in assoluto ci dà un pet per farci capire che è indisposto è smettere di mangiare o ingerire molto meno cibo del solito. Inoltre, se l’animale con scatti improvvisi si gira con il muso verso l’addome è per il dolore causato da piccoli crampi all’intestino. Flatulenze talvolta anche frequenti o forti significano poi che c’è una fermentazione anomala. Il cane, in particolare, può assumere la cosiddetta posizione “di preghiera”, cioè con la testa abbassata sulle zampe anteriori allungate e la parte superiore sollevata, ma senza scodinzolare: quando si comporta così è perché ha forti dolori addominali e questa posizione serve per scaricare le compressioni di stomaco ed intestino. Davanti a questi segnali non bisogna correre dal veterinario ma osservarne armati di buon senso gli sviluppi, perché potrebbe trattarsi solo di un malessere passeggero. In ogni caso mai improvvisare soluzioni “fai da te”. A questo proposito suggerisco di recarsi dal veterinario curante in prossimità della partenza per farsi consigliare quali “farmaci di emergenza” portare in vacanza.

 

Al mare e in montagna, a cosa bisogna prestare attenzione per preservare la salute dell’animale?

Non portare il pet in spiaggia nelle ore calde. Se fa il bagno, dove è permesso, risciacquarlo poi con acqua dolce, assicurandosi peraltro che non abbia ingerito acqua salata perché quasi sicuramente sopraggiungeranno disturbi gastroenterici. Se la vacanza è in montagna non avventurarsi in escursioni lunghe con il cane, a meno che non sia già abituato a precorrere distanze importanti. Se il nostro compagno è un gatto, evitare che l’animale si allontani da solo, soprattutto nei primi giorni dopo l’arrivo, per non farlo incorrere in situazioni pericolose nell’intento di ispezionare i dintorni.