Lo scorso settembre è stato approvato dalla Commissione Giustizia della Camera il nuovo regolamento condominiale che però nella formulazione iniziale creava problemi a causa delle descrizioni eccessivamente generali e che rischiavano di provocare conseguenze assurde.
Spesso in passato i regolamenti condominiali (atti interni validi solo per il singolo condominio) approvati dalle assemblee condominiali vietavano di detenere animali in casa creando discussioni risolte di volta in volta dagli organi giurisdizionali.
A colmare questo vuoto e creare quindi un diritto uniforme è il disegno di legge 4041 approvato dalla Camera dei Deputati. Questo disegno di legge modifica l’articolo 1138 del Codice Civile inserendo un nuovo comma che prevede che i regolamenti condominiali non possano contenere norme che vietino di possedere o detenere animali da compagnia.
La polemica nelle settimane trascorse è sorta per l’aggettivo “domestici” utilizzato nella prima stesura del testo, infatti, secondo i veterinari di due associazioni, a voler interpretare in modo restrittivo questa regola, c’era il rischio che non fossero ammessi animali esotici normalmente presenti nelle nostre case come i criceti e i pappagallini, ma anche pesci tropicali e porcellini d’India. Questa tipologia di animali infatti non comporta alcun particolare fastidio alla vita condominiale, anzi spesso sono molto più discreti viste le piccole dimensioni, ma sono appunto esotici e non domestici. Da annoverare invece tra gli animali domestici, oltre a cani e gatti, anche animali da fattoria, come il maiale mediterraneo, il bue, la capra. Come ben si può notare questa interpretazione potrebbe avere conseguenze davvero assurde e creare fastidi notevoli.
Forse proprio in ragione di tale errore, dovuto probabilmente solo a disattenzione e non ad una precisa volontà del legislatore, la norma in corso di approvazione è stata modificata e la nuova dicitura non parla più di animali domestici ma di “animali da compagnia” e sono quindi fatti salvi criceti, porcellini d’India, pappagallini mentre restano esclusi animali domestici comunemente non inseriti tra gli animali di affezione come ad esempio le mucche o le capre.