La Commissione europea presieduta da Barroso sta prendendo in considerazione la possibilità di un intervento legislativo al fine di garantire il benessere degli amici a quattro zampe che vivono tra le mura domestiche.

Secondo le statistiche della Commissione stessa, raccolte in supporto alle indagini svolte nel 2012 dalla Federazione dell’industria alimentare europea per gli animali da compagnia, nei 28 paesi che compongono l’Unione Europea, sono presenti circa 67 milioni di gatti e 61 milioni di cani, con circa 70 milioni di case in cui è presente almeno un animale domestico.

 

Il problema maggiore su cui l’Unione pensa di intervenire è quello relativo alle pratiche di selezione genetica e alle “fabbriche” di cuccioli: due questioni sorte in seguito alla proliferazione del commercio di cani e gatti. Non sono però le uniche controversie su cui potrebbero intervenire con azioni amministrative le autorità comunitarie: anche le mutilazioni, ed altre pratiche disumane sugli animali da compagnia, sono al centro dell’attenzione dell’UE.

In questo momento non vi è una normativa per regolare e risolvere le numerose disquisizioni e i contrasti specifici; l’unico intervento legislativo attuato ad oggi in materia a livello europeo è stata la legge per regolamentare la circolazione di cani e gatti da un paese all’altro dell’UE.

Il Parlamento Europeo ha chiesto quindi un provvedimento legislativo che vada a colmare la lacuna, proponendo misure che, ad esempio, prevedano la responsabilità dei proprietari e impongano norme uniformi su registrazione ed identificazione di cani e gatti domestici.

Il commissario alla salute, Tonio Borg, ha dichiarato che Bruxelles ha deciso di dare vita ad uno studio puntuale della questione, i cui esiti sono attesi per la fine dell’anno prossimo. Sulla base dei risultati la Commissione Europea “valuterà se sono necessarie eventuali azioni per migliorare il benessere degli animali da compagnia e la trasparenza delle informazioni ai consumatori”.

 

Primo passo di questa indagine è stato lo svolgimento, lo scorso 28 ottobre, di una conferenza tenutasi nella capitale belga, che ha visto la presenza dello stesso commissario europeo alla salute, i rappresentanti degli esecutivi dei 28 paesi membri e delle organizzazioni a tutela degli animali. Non resta quindi che attendere i risultati dell’indagine avviata dalle autorità comunitarie.