Da Strasburgo è arrivato l’ok: approvato il nuovo passaporto per animali domestici. Con 592 si, 7 no e 4 astensioni il Parlamento Europeo ha così stabilito le nuove norme per il trasporto dei pets.

 

L’obiettivo del nuovo passaporto è rendere più semplice per i padroni organizzare viaggi con i loro cuccioli, come ha spiegato il popolare tedesco Horst Schnellhardt, relatore della risoluzione sulle norme per il trasporto degli animali da compagnia: “Ci sono 64 milioni di gatti e 66 milioni di cani nell’UE ed una famiglia su quattro ha un animale domestico. In futuro, viaggiare nell’UE con animali richiederà meno seccature amministrative. Si sono allentate le regole e questo dovrebbe avere un impatto diretto sui cittadini”.

 

La nuova norma sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ed entrerà in vigore tra 18 mesi. Le nuove istruzioni introducono un nuovo e più chiaro passaporto europeo per cani, gatti e furetti, che potranno così viaggiare più facilmente, ed impongono l’obbligo di accertamento della validità della vaccinazione anti-rabbica, permettendo di viaggiare anche ai cuccioli tra le 12 e le 16 settimane che, pur vaccinati, non sono ancora immuni alla malattia.

 

Al massimo, inoltre, potranno essere trasportati cinque animali, con eccezioni in caso di concorsi, mostre, eventi sportivi o ricreativi, e per le mute di cani necessarie per trainare una slitta.

 

Il nuovo passaporto, però, potrebbe non avere solo lati positivi.

 

“Sono proprio questi due ultimi aspetti a destare perplessità e preoccupazione in quanto renderanno certamente più difficile contrastare l’odioso fenomeno del traffico di animali da compagnia“, ha affermato Ilaria Innocenti, responsabile Lega Anti Vivisezione settore Cani e Gatti.

 

In un comunicato stampa LAV chiarisce come attualmente per poter introdurre cani e gatti da Paesi dell’Unione Europea il protocollo vaccinale contro la rabbia debba essere concluso, e dunque non è possibile portare in Italia cani e gatti di età inferiore a 3 mesi e 21 giorni. Questa situazione ha garantito tutele sia dal lato sanitario sia da quello legale, risultando una norma molto utile per smascherare introduzioni illecite. Inoltre la deroga alla possibilità di trasportare fino a 5 animali, affinché non si rientri nella normativa prevista per le movimentazioni commerciali, non va nella direzione di contrastare il fenomeno del traffico illegale, rappresentando un pericoloso passo indietro rispetto alla normativa vigente. Proprio per evitare che movimenti a carattere commerciale di cani, gatti e furetti siano dissimulati come movimenti a carattere non commerciale, la Commissione Europea nel 2010 ha emanato il Regolamento (UE) n. 388/2010 che, senza alcuna eccezione, stabilisce come anche nel caso di cani e gatti al seguito del proprietario si applichino le norme che regolano i movimenti a carattere commerciale qualora il loro numero sia superiore a cinque.

 

“Se tra 18 mesi sarà quindi più semplice viaggiare all’estero con cani e gatti, la lotta contro il traffico illegale potrebbe essere assai più difficile. Una conseguenza che a Strasburgo dovevano considerare“, conclude Ilaria Innocenti.